Un tributo a Renato Vacca, grande vignaiolo di Barbaresco

ll 14 marzo, Barbaresco ha perso uno dei suoi viticoltori più appassionati, Renato Vacca. Titolare della cantina Cantina del Pino, Vacca è stato uno dei produttori più rispettati e apprezzati della denominazione. Aveva 51 anni.

Renato Vacca produceva vini straordinari che trasmettevano le loro uniche zone di coltivazione. L’ho visitato più volte mentre scrivevo il mio libro Barolo and Barbaresco, e dopo averlo seguito nei suoi vigneti, ho imparato molto sulla coltivazione del Nebbiolo e sulle sotto-zone del Barbaresco. Gliene sarò sempre grata.

© Paolo Tenti | Renato Vacca nella sua Cantina del Pino

Diplomato alla Scuola Enologica di Alba, Vacca ha lavorato per cinque anni nelle cantine della famosa cantina cooperativa di Barbaresco, I Produttori del Barbaresco, prima di rilevare l’azienda di famiglia nel 1997. Acquisita dal suo bisnonno, la piccola tenuta era un tempo di proprietà di Domizio Cavazza , che è considerato il padre di Barbaresco e che è stato il primo direttore della Scuola.

Prendendo il nome dal pino di Cavazza piantato dopo la nascita di suo figlio, la Cantina del Pino si trova sulla famosa collina di Ovello, una delle più grandi aree vinicole della denominazione. Renato proveniva da generazioni di viticoltori e suo padre e suo zio erano tra i membri fondatori di I Produttori. Dopo essere entrato in azienda nel 1997, la Cantina del Pino ha imbottigliato i suoi primi vini.

Uno dei veri sostenitori della produzione di vini guidati dal terroir con carattere e personalità, Renato Vacca ha sempre creduto nel guidare i suoi vini, senza mai forzarli. Nei vigneti, che includono vecchie viti piantate da suo nonno, si è occupato con cura delle sue piante, evitando sostanze chimiche aggressive e fertilizzanti chimici. In cantina era uno scrupoloso non interventista. Credeva anche che il Nebbiolo non dovesse essere completamente diraspato, ma lasciava un 10-15% di raspi perfettamente maturi nel processo di fermentazione-macerazione per impartire nobili tannini che conferivano ai suoi vini un’altra dimensione.

© Paolo Tenti | Renato Vacca e Kerin O’Keefe

Uno dei viticultori più esperti di Barbaresco, Vacca aveva una profonda conoscenza delle migliori aree vinicole della denominazione e negli anni ha acquisito proprietà a Neive. Mentre Ovello è noto per la sua eleganza e fragranza, l’Albesani di Nieve è più strutturato con frutti più ricchi. Solo pochi anni fa, Vacca ha anche iniziato a realizzare anche un Gallina Barbaresco che combina magnificamente precisione, corpo e finezza.

Nonostante il suo successo, Renato Vacca è sempre stato modesto e rispettoso, con dei tratti da vero gentleman. Mancherà enormemente a tutti quelli che lo conoscevano e a tutti coloro che amavano i suoi fantastici vini.

A tribute to Barbaresco grower-producer Renato Vacca

On March 14, Barbaresco lost one of its most passionate winemakers, Renato Vacca. Owner of the boutique winery Cantina del Pino, Vacca was one of the denomination’s most respected and liked producers. He was 51.

Renato Vacca made stunning wines that conveyed their unique growing zones. I visited him several times while writing my book Barolo and Barbaresco, and after following him around his vineyards, I learned a great deal about Nebbiolo cultivation and Barbaresco’s greatest growing areas. I will always be grateful.

© Paolo Tenti | Renato Vacca and Kerin O’Keefe

A graduate of Alba’s Scuola Enologica, Vacca worked for five years in the cellars of Barbaresco’s famed cooperative cellar, I Produttori del Barbaresco before taking over his family’s firm in 1997. Acquired by his great-grandfather, the small estate was once owned by Domizio Cavazza, who is hailed as the Father of Barbaresco and who was the first director of Alba’s Royal Enological School.

Named after the pine tree Cavazza planted after the birth of his son, Cantina del Pino is located on the famed Ovello hillside, one of the greatest vineyard areas in the denomination. Renato hailed from generations of grape growers, and his father and uncle were among the founding members of I Produttori. After he joined the firm in 1997, Cantina del Pino bottled its first wines.

One of the true believers in making terroir-driven wines with character and personality, Renato Vacca believed in guiding his wines, never forcing them. In the vineyards, which include old vines planted by his grand-father, he carefully tended to his vines, shunning harsh chemicals and chemical fertilizers. In the cellars, he was a scrupulous non-interventionist. He also believed that Nebbiolo should not be entirely destemmed, but allowed 10-15% of perfectly ripe stems in the fermentation-maceration process to impart noble tannins that gave his wines another dimension.

© Paolo Tenti | Renato Vacca at his Cantina del Pino estate

One of the most experienced growers in Barbaresco, Vacca had a profound knowledge of the denomination’s best vineyard areas, and over the years he acquired property in Neive. While Ovello is known for its elegance and fragrance, Vacca’s Albesani from Neive is more structured with richer fruit. Just a few years ago, Vacca also began making a Gallina Barbaresco that beautifully combines precision, body and finesse.

Despite his success, Renato Vacca was always modest and respectful, and as the Italians say, gentile. He will be missed by all knew him and by all who enjoyed his breathtaking wines.

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blind tasting Kerin O'Keefe

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