Brunello di Montalcino 2015: il buono, il brutto e il cattivo (e il grande)

Se sei un appassionato di vino italiano, avrai probabilmente sentito il brusio che circonda la vendemmia 2015 del Brunello di Montalcino, appena uscita, con alcuni che si sbilanciano ad affermare che è una delle migliori annate di sempre. Dopo la piovosa annata 2014, non sorprende che un certo numero di produttori di vino locali abbiano propagandato la grandezza del 2015 ben prima della sua uscita ufficiale del 2020.

Reality Check

Con poche eccezioni, le annate non sono quasi mai uguali a Montalcino. Le variazioni tra altitudini, suoli e microclimi, nonché l’esperienza e gli stili dei produttori, rendono tale acclamazione radicale quasi impossibile da applicare al Brunello. Ma in tutti i miei anni di degustazione del Brunello, non ho mai visto un’annata con una performance così irregolare come il 2015.

In questa annata complessivamente calda e asciutta, ci sono alcuni splendidi Brunello 2015. Ma ci sono anche un numero senza precedenti di vini ad alta gradazione alcolica con il 15%, e anche il 15,5% (e forse anche di più, considerando la tolleranza dello 0,5% consentita dalla normativa), che mancano di freschezza ed equilibrio. E tra questi due estremi, ci sono anche alcuni vini magri con alcool contenuto, ma frutti acerbi.

Ecco la mia analisi del Brunello 2015 – il buono, il brutto e il cattivo – per aiutarti a dare un senso a questa annata da “acquirente attento”.

© Paolo Tenti | Fortezza di Montalcino

Il buono
La buona notizia è che ci sono alcuni stupendi Brunelli 2015, come Madonna delle Grazie di Il Marroneto, che ha guadagnato uno dei miei rari 100 punti. Carico di finezza, è vibrante, impeccabilmente equilibrato e uno dei pochi della vendemmia con un serio potenziale di invecchiamento.

Degli oltre 200 vini recensiti, con degustazioni alla cieca, ben 18 vini hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 95 punti – l’eccellenza assoluta. Molti dei miei migliori vini provengono da vigneti d’alta quota che generalmente offrono prestazioni migliori nelle annate calde e asciutte. La maggior parte proviene da produttori di spicco della denominazione che hanno anni, se non generazioni, di esperienza enologica.

Mentre le aree classiche appena a sud e a nord della città di Montalcino sono andate complessivamente bene, questa annata dipendeva maggiormente da ciò che i produttori facevano, o non facevano, nei vigneti invece di specifiche sottozone. Anche alcune delle aree più rinomate della denominazione hanno avuto risultati contrastanti.

Il cattivo

L’anno è iniziato con un inverno secco che ha portato ad una primavera piuttosto secca, con temperature che sono aumentate a giugno.

Luglio è stato eccezionalmente caldo, poiché le temperature hanno superato i 40° a metà mese e hanno portato a condizioni di siccità. Anche agosto ha avuto poche precipitazioni. La pioggia è caduta la prima settimana di settembre ed ha raffreddato le vigne, ma le temperature sono aumentate di nuovo a metà mese.

Il momento in cui si effettua la vendemmia è sempre un fattore molto importante. Con un vitigno volubile come il sangiovese, quando raccogliere è sempre importante, ma negli anni caldi e asciutti diventa fondamentale.

“Il 2015 non è stato caldo come il 2003 o il 2011, ma era pur sempre caldo e secco, con luce solare intensa e costante durante la stagione di crescita. Scegliere la maturazione ideale è stato fondamentale perché aspettare anche solo tre o quattro giorni in più espone al rischio di avere uva troppo matura ”, afferma Lorenzo Magnelli, comproprietario/enologo della azienda di famiglia Le Chiuse. “Quando l’uva è troppo matura, si perde l’eleganza, la precisione e la freschezza caratteristiche essenziale di un Brunello eccellente.”

Magnelli, tra i primi a raccogliere nella sua zona a nord di Montalcino, ha ottenuto un grande risultato nel 2015.

Il brutto

Sebbene alcuni produttori stiano comprensibilmente promuovendo l’annata 2015, l’opposto polare del freddo e umido 2014, non è a mio parere una delle migliori annate di tutti i tempi per il Brunello. Il numero, seppur relativamente limitato, di vini squilibrati con alcool elevato e frutta cotta mostra come il Sangiovese soffra in annate calde e secche, condizioni che sono diventate la nuova normalità. E questa non è una questione di preferenze personali. La maggior parte di questi vini ad alto numero di ottani non ha la frutta e l’acidità fresca necessari per controbilanciare tali caratteristiche rendendoli squilibrati. Tutto questo li rende vini difficili, con un potenziale di invecchiamento limitato.

Se la raccolta quando l’uva era troppo matura portava a vini muscolosi e monodimensionali, i produttori che raccoglievano troppo presto finivano con vini magri e con sensazioni di frutta acerba.

“Il Sangiovese ha difficoltà a difendersi negli anni caldi”, afferma l’enologo Paolo Salvi. “Girare il terreno per mantenere il terreno umido è fondamentale, oltre ad un’attenta gestione della chioma non defogliando troppo per evitare di esporre l’uva al sole”.

Salvi, che ha assaggiato per anni con il maestro del Sangiovese Giulio Gambelli, collabora con varie tenute toscane come Le Potazzine a Montalcino.

“Di recente ho provato un centinaio di Brunelli 2015 e, nonostante il caldo, nel complesso l’anno è stato migliore di quanto mi aspettassi, grazie all’impegno dei produttori”, afferma. “Quindi, mentre è finito per essere una buona annata, non è da impazzire.”

Per fortuna, nonostante le sfide, un buon numero di produttori hanno azzeccato tutte le mosse ed hanno realizzato Brunelli 2015 eccezionali con frutta succosa, freschezza ed equilibrio. Mentre alcuni mostrano un buon potenziale di invecchiamento, la maggior parte dei migliori vini avrà bisogno solo di qualche anno per arrivare al momento ideale per essere goduti, ma dovrebbero mantenersi bene per ulteriori 8-10 anni.

Olmo vineyard at Gianni Brunelli winery
Olmo vineyard at Gianni Brunelli winery

Il grande

L’annata 2016 (in uscita nel 2021) promette di essere un anno davvero eccezionale a Montalcino grazie alle condizioni di crescita quasi perfette per il Sangiovese. Molte degustazioni di vini in botte del 2016 che ho effettuato sono state spettacolari, con ottimo potenziale per vini fragranti, strutturati e focalizzati che vantano finezza e seria longevità.

RatingProducerVintageDesignationGrapesAppellation
100Il Marroneto2015Madonna delle GrazieSangioveseBrunello di Montalcino
98Ciacci Piccolomini d'Aragona2015PianrossoSangioveseBrunello di Montalcino
98Conti Costanti2015SangioveseBrunello di Montalcino
98Fuligni2015SangioveseBrunello di Montalcino
98Il Marroneto2015SangioveseBrunello di Montalcino
98Le Chiuse2015SangioveseBrunello di Montalcino
98L’Aietta2015SangioveseBrunello di Montalcino
97Ciacci Piccolomini d'Aragona2015SangioveseBrunello di Montalcino
97Le Potazzine2015SangioveseBrunello di Montalcino
97Salvioni2015SangioveseBrunello di Montalcino
96Altesino2015MontosoliSangioveseBrunello di Montalcino
96Armilla2015SangioveseBrunello di Montalcino
96Castelgiocondo2015SangioveseBrunello di Montalcino
96Le Ragnaie2015Casanovina MontosoliSangioveseBrunello di Montalcino
96Le Ragnaie2015VVSangioveseBrunello di Montalcino
96Talenti2015SangioveseBrunello di Montalcino
95San Polo2015SangioveseBrunello di Montalcino
95Collosorbo2015SangioveseBrunello di Montalcino
95Padelletti2015SangioveseBrunello di Montalcino
95Villa al Cortile2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Fattoria dei Barbi2015Vigna del FioreSangioveseBrunello di Montalcino
94Gianni Brunelli2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Livio Sassetti2015PertimaliSangioveseBrunello di Montalcino
94Marchesi Antinori2015Pian delle VigneSangioveseBrunello di Montalcino
94San Polo2015Vigna VecchiaSangioveseBrunello di Montalcino
94Siro Pacenti2015Vecchie VigneSangioveseBrunello di Montalcino
94Villa Poggio Salvi2015PomonaSangioveseBrunello di Montalcino
94Abbadia Ardenga2015Vigna PiaggiaSangioveseBrunello di Montalcino
94Baricci2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Franco Pacenti–Canalicchio2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Le Ragnaie2015FornaceSangioveseBrunello di Montalcino
94Podere Le Ripi2015Amore e MagiaSangioveseBrunello di Montalcino
94Terralsole2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Argiano2015Vigna del SuoloSangioveseBrunello di Montalcino
93Castiglion del Bosco2015Campo del DragoSangioveseBrunello di Montalcino
93Fattoi2015SangioveseBrunello di Montalcino
93San Polino2015HelicrysumSangioveseBrunello di Montalcino
93San Polo2015PodernoviSangioveseBrunello di Montalcino
93Talenti2015PieroSangioveseBrunello di Montalcino
93Villa I Cipressi2015ZebrasSangioveseBrunello di Montalcino
93Altesino2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Capanne Ricci2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Lisini2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Paradiso di Cacuci2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Terralsole2015Vigna Fonte LattaiaSangioveseBrunello di Montalcino
93Val di Suga2015Vigna del LagoSangioveseBrunello di Montalcino
93Podere Brizio2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Alessandro Rossi2015CamponovoSangioveseBrunello di Montalcino
92Argiano2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Banfi2015Poggio alle MuraSangioveseBrunello di Montalcino
92Caparzo2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Castello Tricerchi2015AD 1441SangioveseBrunello di Montalcino
92Castiglion del Bosco2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Donatella Cinelli Colombini2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Donatella Cinelli Colombini2015Prime DonneSangioveseBrunello di Montalcino
92Il Grappolo2015SassochetoSangioveseBrunello di Montalcino
92Il Palazzone2015SangioveseBrunello di Montalcino
92La Gerla2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Molino di Sant'Antimo2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Poggio Antico2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Poggio Antico2015AlteroSangioveseBrunello di Montalcino
92SassodiSole2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Terzuoli2015BrunoSangioveseBrunello di Montalcino
92Villa I Cipressi2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Villa Poggio Salvi2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Caprili2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Le Ragnaie2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Mastrojanni2015Vigna Schiena d'AsinoSangioveseBrunello di Montalcino
92Podere Scopetone2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Poggio di Sotto2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Amantis2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Canalicchio di Sopra2015La CasacciaSangioveseBrunello di Montalcino
91Collemattoni2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Fattoria dei Barbi2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Il Paradiso di Frassina2015Mozrat WineSangioveseBrunello di Montalcino
91Le Gode2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Palazzo2015CosimoSangioveseBrunello di Montalcino
91Poggio Landi2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Siro Pacenti2015PelagrilliSangioveseBrunello di Montalcino
91Cava d'Onice2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Celestino Pecci2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Il Poggione2015SangioveseBrunello di Montalcino
91La Fortuna2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Lazzeretti2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Mastrojanni2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Pinino2015Vigna PininoSangioveseBrunello di Montalcino
91Ridolfi2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Sesti2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Cortonesi2015La MannellaSangioveseBrunello di Montalcino
90Canalicchio di Sopra2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Castello Tricerchi2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Cerbaia2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Collelceto2015Elia PalazzesiSangioveseBrunello di Montalcino
90Fanti2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Fanti2015VallocchioSangioveseBrunello di Montalcino
90Fornacina2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Palazzo2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Pieve Santa Restituta2015RenninaSangioveseBrunello di Montalcino
90Pieve Santa Restituta2015SugarilleSangioveseBrunello di Montalcino
90Podere Le Ripi2015Cielo d'UlisseSangioveseBrunello di Montalcino
90Poggiarellino2015SangioveseBrunello di Montalcino
90San Polino2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Tenuta di Sesta2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Tenute Silvio Nardi2015Vigneto ManachiaraSangioveseBrunello di Montalcino
90Uccelliera2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Ventolaio2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Baccinetti2015SaporaiaSangioveseBrunello di Montalcino
90Canneta2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Cantine Luciani2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Capanna2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Castelli Martinozzi2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Castello Romitorio2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Celestino Pecci2015Poggio al CarroSangioveseBrunello di Montalcino
90Col d'Orcia2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Col di Lamo2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Cordella2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Franco Pacenti–Canalicchio2015RosildoSangioveseBrunello di Montalcino
90Mastrojanni2015Vigna LoretoSangioveseBrunello di Montalcino
90Pinino2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Salicutti2015TeatroSangioveseBrunello di Montalcino
90Tenuta Buon Tempo2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Terralsole2015Vigna Pian BossolinoSangioveseBrunello di Montalcino
90Val di Suga2015Vigna SpuntaliSangioveseBrunello di Montalcino
90Cortonesi2015PoggiarelliSangioveseBrunello di Montalcino
90Alessandro Rossi2015AISNASangioveseBrunello di Montalcino
89Banfi2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Carillon2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Corte Pavone2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Corte Pavone2015Fiore del VentoSangioveseBrunello di Montalcino
89Crocedimezzo2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Fattoria La Lecciaia2015Vigna ManapetraSangioveseBrunello di Montalcino
89Giodo2015SangioveseBrunello di Montalcino
89PianCornello2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Salicutti2015SorgenteSangioveseBrunello di Montalcino
89San Lorenzo2015BramanteSangioveseBrunello di Montalcino
89Tenuta Luce2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Tenute Silvio Nardi2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Tenute Silvio Nardi2015Vigneto Poggio DoriaSangioveseBrunello di Montalcino
89Bellaria2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Canneta2015Le BruciateSangioveseBrunello di Montalcino
89Cava d'Onice2015ColombaioSangioveseBrunello di Montalcino
89Ciacci Fabiano2015CampaperiSangioveseBrunello di Montalcino
89Il Valentiano2015SangioveseBrunello di Montalcino
89La Fornace2015SangioveseBrunello di Montalcino
89La Fornace2015OriginiSangioveseBrunello di Montalcino
89La Palazzetta2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Pian delle Ginestre2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Pietranera2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Podere Paganico2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Ruffino2015Greppone MazziSangioveseBrunello di Montalcino
89Tenuta Friggiali2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Val di Suga2015Poggio al GranchioSangioveseBrunello di Montalcino
88Beatesca2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Camigliano2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Casanuova delle Cerbaie2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Corte Pavone2015Campo MarzioSangioveseBrunello di Montalcino
88Corte Pavone2015Fiore del MelitotoSangioveseBrunello di Montalcino
88Fattoria La Lecciaia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Innocenti2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Collina dei Lecci2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Fiorita2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Poderina2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Togata2015Seconda Stella d DestraSangioveseBrunello di Montalcino
88Martoccia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Mocali2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Podere La Vigna2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Tassi2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Tassi2015FranciSangioveseBrunello di Montalcino
88Terre Nere Campigli Vallone2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Abbadia Ardenga2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Bellaria2015AssuntoSangioveseBrunello di Montalcino
88Cantina di Montalcino2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Il Poggiolo2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Fortuna2015GiobiSangioveseBrunello di Montalcino
88La Magia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Rasina2015PersanteSangioveseBrunello di Montalcino
88Máté2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Patrizia Cencioni2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Piombaia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggio dell'Aquila2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggiotondo2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Salicutti2015PiaggioneSangioveseBrunello di Montalcino
88Sesta di Sopra2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Tenuta San Giorgio2015UgolforteSangioveseBrunello di Montalcino
88Val di Suga2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Verbena2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Voliero2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015CasalinoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Il SelciatoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Molino del PianoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Molino della SugaSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Notte di NoteSangioveseBrunello di Montalcino
87La Togata2015SangioveseBrunello di Montalcino
87La Togata2015JacopusSangioveseBrunello di Montalcino
87La Togata2015La Togata dei TogatiSangioveseBrunello di Montalcino
87La Rasina2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Lambardi2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Madonna Nera2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Poggio Lucina2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Poggio Nardone2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Rodolfo Cosimi2015Terra RossaSangioveseBrunello di Montalcino
87Uggiano2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Verbena2015Le PopeSangioveseBrunello di Montalcino
86Mocali2015Vigna delle RaunateSangioveseBrunello di Montalcino

Questo articolo traduce quanto apparso su Wine Enthusiast: Buyer Beware: Everything You Need to Know About the 2015 Brunello Vintage.

Qui trovate le recensioni complete sul sito Wine Enthusiast:

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2015

E’ anche possibile ricercarle con facilità inserendo il nome del produttore.

Qui trovate le mie recensioni di annate precedenti ed i relativi articoli sulla valutazione dell’annata:

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2014

valutazione dell’annata 2014

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2013

valutazione dell’annata 2013

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2012

valutazione dell’annata 2012

recesnioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2011

valutazione dell’annata 2011

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2010

valutazione dell’annata 2010

 

 

 

 

Gianfranco Soldera, grande produttore di Brunello, muore a 82 anni

Gianfranco Soldera, uno dei vignaioli simbolo di Montalcino – noto per la produzione di eccezionali vini di notevole finezza ed equilibrio – è deceduto ieri, 16 febbraio, a Montalcino dopo che la sua auto è uscita di strada a causa di un presumibile malore. Aveva 82 anni.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera

Soldera ha fondato la sua tenuta Case Basse nel 1972, lasciandosi alle spalle una carriera di successo a Milano come broker assicurativo. Dopo aver cercato per anni la tenuta giusta per produrre vini eccezionali, si imbattè in una proprietà abbandonata a Tavernelle, a sud-ovest di Montalcino. Anche se non c’erano vigneti, Soldera era convinto che il terreno collinare vicino alla piccola chiesa di Santa Restituta sarebbe stato il luogo ideale per le sue aspirazioni enologiche. La sua intuizione si è dimostrata giusta, grazie al microclima secco, alle lunghe ore di luce solare e al terreno ricco di minerali. Soldera e sua moglie Graziella hanno pensato di realizzare un ecosistema unico per generare un equilibrio naturale e un microclima sano. A tal fine, Graziella ha creato un magnifico parco botanico di 2 ettari, completo di oltre 1.500 varietà di rose e numerosi altri fiori ed alberi. Un lago artificiale e nidi creati per favorire la dimora di una moltitudine di api, uccelli predatori, insetti, rane e serpenti, che a loro volta hanno sviluppato un sistema naturale ideale per le piante e la fauna selvatica.

A Case Basse Soldera produceva vini squisiti, delicatamente colorati e impeccabilmente equilibrati che vantavano una complessità affascinante. Erano l’esatto contrario del loro enologo piuttosto schietto e talvolta imperioso. Le sue spietate critiche ai migliori Barolo, Brunello e Borgogna insieme ai loro vignaioli divennero quasi mitici quanto i suoi vini, e come chiunque abbia mai visitato la tenuta ricorderà sicuramente che sputare durante le degustazioni, anche da campioni di botte, era severamente vietato.

Eppure, per quanto abrasivo potesse essere, l’innegabile passione di Soldera – alcuni potrebbero dire il fanatismo – alimentò la perenne ricerca della perfezione che portò a questi magnifici, memorabili e incredibilmente costosi Brunelli.

Seguendo i consigli del Maestro Assaggiatore Giulio Gambelli, Soldera ha mantenuto rendimenti notevolmente bassi, circa la metà di quanto consentito dal disciplinare del Brunello, ed è stato un pioniere nella selezione delle uve. Ha inoltre lavorato a stretto contatto con diverse università, tra cui l’Università di Firenze, per studiare la migliore gestione del vigneto e la vinificazione del Sangiovese, mantenendo sempre un approccio rigorosamente naturale a tutti gli aspetti della vinificazione. Il suo approccio radicalmente non interventista in cantina prevedeva solo fermentazioni spontanee con lieviti autoctoni effettuate in grandi tini di rovere di Slavonia e senza controllo della temperatura ma con frequenti rimontaggi, seguiti da un lungo affinamento in botti di Slavonia.
Soldera è stato uno dei principali sostenitori del 100% di Sangiovese ed è stato fondamentale per aiutare gli associati a guidare il Consorzio nel voto del 2008 che ha rigettato le modifiche proposte al disciplinare del Brunello che avrebbe consentito lìutilizzo di altre uve.
La polemica ha sempre circondato Soldera, ma è diventato sempre più isolato dopo il sabotaggio del dicembre 2012, quando un ex dipendente ha fatto irruzione nelle sue cantine, ha aperto i rubinetti sulle botti di Brunello e ha svuotato più di 62.000 litri di vino dal 2007 all’annata 2012.
In quello che doveva essere un atto di solidarietà, i membri del Consorzio si offrirono pubblicamente di donare parte del loro vino a Soldera, che rifiutò. Soldera ha rassegnato le dimissioni dal Consorzio nel marzo 2013, dopo aver espresso pubblicamente le sue opinioni sull’offerta che considerava a dir poco fraudolenta. Per rappresaglia per le sue osservazioni, il Consorzio lo espulse, anche se si era già dimesso. Nello stesso anno, Soldera estrasse i suoi vini dalla denominazione, preferendo invece etichettare i suoi vini come IGT Toscana.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera and Kerin O’Keefe

Ricorderò per sempre la mia prima visita a Case Basse durante la vendemmia del 2003. Soldera acconsentì all’intervista, ma solo se avessi fatto le domande in cima a una tino di fermentazione di legno molto alto, così da poter continuare a pompare il vino mentre rispondeva alle mie domande. Dopo trenta minuti dall’inizio dell’intervista, tra le risposte alle mie domande, l’abbaiare degli ordini allo staff sottostante e l’attenzione al vino, notò ben prima che lo facessi che i vapori della fermentazione mi stavano facendo perdere i sensi. Mentre ero contenta di scendere, per me rimarrà sempre un ricordo prezioso. Più tardi, pochi secondi dopo aver dichiarato arrogantemente che il suo vino “era uno dei pochi vini veramente fantastici al mondo”, osservai mentre sorrideva teneramente e pazientemente seduto mentre una delle sue giovani nipotine metteva un bouquet di fiori appena colti sulla parte superiore della tuta che indossava quel giorno mentre lavorava in cantina.

Ho sentito dire che è difficile conciliare la personalità controversa di Gianfranco con l’eleganza quasi eterea del suo Brunello, ma io dico che l’uomo era complesso e profondo quanto i suoi affascinanti vini.

Cult Brunello Producer Gianfranco Soldera Dies at 82

Gianfranco Soldera, Montalcino’s most controversial and outspoken producer – known for making stunning wines boasting remarkable finesse and balance – died yesterday, February 16, in Montalcino when his car careened off the road. First responders found him in cardiac arrest. He was 82.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera

Soldera established his Case Basse estate in 1972, leaving behind a successful career in Milan as an insurance broker. After looking for years for just the right estate to make exceptional wines, he came across an abandoned property in Tavernelle, southwest of Montalcino. Even though there were no vineyards, Soldera was convinced the hilly terrain near the small church of Santa Restituta would be the ideal place for his winemaking aspirations. His intuition proved right, thanks to the dry microclimate, long hours of sunlight and mineral rich soil. Soldera and his wife Graziella went on to create a unique ecosystem to generate a natural balance and healthy microclimate. To this end, Graziella planted a magnificent 2ha botanical park, complete with more than 1,500 rose varieties and numerous other flowers and trees. An artificial lake and man-made birds’ nests provide the perfect home for a multitude of bees, predator birds, insects, frogs and snakes, that in turn have developed a natural system of checks and balances for both the plants and the wildlife.

At Case Basse Soldera produced exquisite, delicately colored and impeccably balanced wines that boasted mesmerizing complexity. They were the exact opposite of their rather blunt, and at times imperious winemaker. His ruthless criticism of the finest Barolos, Brunellos and Burgundies along with their winemakers became almost as legendary as his wines, and as anyone who ever visited the estate will surely remember, spitting during tastings, even from cask samples, was strictly forbidden.

And yet, as abrasive as he could be, Soldera’s undeniable passion – some may say fanaticism – fueled his perennial search for perfection that led to these magnificent, memorable and incredibly expensive Brunellos and other bottlings.

Following the advice of Sangiovese Maestro Giulio Gambelli, Soldera kept yields remarkably low, roughly half of what the Brunello regulations allow, and he was a pioneer when it came grape selection. He also worked closely with several universities, including the University of Florence to study the best vineyard management and vinification for Sangiovese, while always maintaining a strictly natural approach to all aspects of winemaking. His radically non-interventionist approach in the cellar included only spontaneous fermentation with native yeasts carried out in large Slavonian oak vats and without temperature control but frequent pumping over, followed by lengthy aging in Slavonian casks.

Soldera was one of the leading advocates for 100% Sangiovese only, and was fundamental in helping guide the Consorzio in the critical 2008 vote that threw out any proposed changes to Brunello’s production code that would have allowed other grapes.

Controversy had always surrounded Soldera but he became increasingly isolated in the aftermath of the December 2012 break-in, when a former employee broke into his cellars, opened the taps on barrels of aging Brunello and drained out more than 62,000 liters of wines from the 2007 to 2012 vintages.

In what was meant as an act of solidarity, members of the consorzio publicly offered to donate some of their wine to Soldera, who refused. Soldera resigned from the Consorzio in March 2013 after publicly voicing his thoughts on the offer that he considered nothing short of fraud. In retaliation for his remarks, the Consorzio expelled him, even though he had already resigned. That same year, Soldera pulled his wines out of the denomination, preferring to label his wines as IGT Toscana instead.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera and Kerin O’Keefe

I will always remember my first visit to Case Basse during the 2003 harvest. Soldera agreed to the interview but only if I would conduct the questions on the top of a high, wooden fermenting vat so he could continue pumping over the wine while he answered my questions. Thirty minutes into the interview, in between answering my questions, barking orders to the staff below and tending to the wine, he noticed well before I did that the fumes were getting to me. While I was glad to get down, it will always be a treasured memory. Later, just seconds after arrogantly declaring that his wine ‘was one of the only truly great wines in the world’ – I watched as he smiled tenderly and patiently sit still while one of his young granddaughters placed a bouquet of just-picked wildflowers across the top of the coveralls he wore that day while working in the cellars.

I’ve heard some say it’s hard to reconcile Gianfranco’s contentious personality with the almost ethereal elegance of his Brunello, but I say the man was as complex and as deep as his fascinating wines.

Vino Nobile di Montepulciano Reclaiming Its Throne

After years of challenges Vino Nobile is finally regaining its lofty reputation.

If you haven’t tried Vino Nobile di Montepulciano lately, you’re missing out on the return of an Italian classic. While it’s still a work in progress, the last few vintages have revealed a steady rise throughout the denomination of more polished, terroir-driven wines that boast aging potential and pedigree. And the best part? With few exceptions, Vino Nobile still costs way less than most other Tuscan wines at this quality level.

As the latest releases prove, Vino Nobile estates are finding their groove. Many producers have cut back on or abandoned Cabernet and Merlot and are returning to native grapes Canaiolo, Colorino and Mammolo to blend in with Sangiovese. Still others are using exclusively Sangiovese, known locally as Prugnolo Gentile. Better Sangiovese clones and more sustainable viticulture have had a big impact on quality while producers who have stepped back from less invasive cellar techniques are generating wines with more character and elegance.

Read the article: Vino Nobile di Montepulciano Reclaiming Its Throne

 Check out my Vino Nobile di Montepulciano reviews

2012 Brunello: a return to finesse and age-worthy structure

If you love wines with elegance, fragrance and longevity, then you’ll love the just-released 2012 Brunellos. And even though I’m one of the biggest critics of the Consorzio’s Brunello vintage classifications (I find most vintages have been overrated), when it comes to 2012’s five-star rating, I completely I agree.

Defying the intense heat of the growing season, many 2012s have the vibrancy usually found in cooler vintages. They boast juicy red berry fruit, noble tannins and impeccable balance that will allow them to age well for years. Out of the 140 Brunello 2012s I tasted so far, I rated 88 wines 90 points or more, with 20 of these getting 94 points or higher. I was pleasantly surprised to see a return to finesse, enticing aromas and generally lower alcohol levels when compared to other recent releases.

The 2012s even have more consistent quality across the denomination than the highly acclaimed 2010s. The latter were a mixed bag divided between majestic wines boasting structure and finesse, and subpar wines marred by low acidity, cooked fruit and alcohol of 15% abv or more.

Quality is more uniform in 2012, but in terms of weather, 2012 was an undeniably difficult year. Unstable conditions included a cold, wet winter and an extremely hot, dry summer marked by late rains. But the extended heat wave was gentler on the grapes than the turbulent temperature changes of other past vintages.

Read more here: 2012 Brunello: a return to finesse and age-worthy structure

Here you find the full reviews: 2012 Brunello di Montalcino reviews by Kerin O’Keefe

Chianti Classico Gran Selezione: Quality Quells Critics

Chianti’s newest category lives up to the hype.

In February 2014, the Chianti Classico Consorzio officially debuted the newest category of Chianti Classico, Gran Selezione—touted as the crowning glory in the denomination’s revamped quality pyramid. The launch came amid a mixture of fanfare, doubts and sharp criticism from journalists, buyers and even local producers.

Read the article: Chianti Classico Gran Selezione: Quality Quells Critics

check out my Chianti Classico reviews

Brunello 2010. Some fantastic wines alongside under performers

After the wild success of the 2010 vintage in Barolo and Barbaresco, Bolgheri and Chianti Classico, all eyes are on Montalcino. Although the Brunello 2010s will officially debut at the annual press tastings in late February – along with the 2009 Riservas, I was fortunate to preview almost 200 of the new release in early January at the Brunello Consorzio’s headquarters in Montalcino.

So are they living up to the hype? Yes and no.

Read the article: Brunello 2010. Some fantastic wines alongside under performers

Check out my Brunello di Montalcino 2010 reviews

Making sense of Montalcino

Forget recent debates over new oak, excessively low yields and native grapes versus international varieties. Today, the hottest topic in Italy is the creation of subzones.

© Paolo Tenti | harvest at Tenuta Greppo

Nowhere does it stir up more passion than in Montalcino, home to the Brunello di Montalcino DOCG (denominazione di origine controllata e garantita).

Read the article: Making sense of Montalcino

2009 Brunello di Montalcino: Enjoy Soon

My tasting of the 2009 vintage revealed that it was another challenging year in Montalcino, and the main problem was the weather. Scorching summer temperatures and a lack of rain dominated crucial phases of the growing season. As a result, most wines are prematurely evolved, and while this makes the best wines enjoyable now, many ’09s deliver sensations of cooked fruit, evident alcohol, low acidity and fleeting tannins. Others have more acidity, but dried-up fruit and aggressive, astringent tannins. And there are many styles in between, ranging from soft and sexy to lean and mean. The one trait that distinguishes almost all the 2009s is a lack of ageworthy structure—unusual for wines that are famous for racy acidity and bracing tannins that need years to tame.

Read the article: 2009 Brunello di Montalcino: Enjoy Soon

Gianfranco Soldera – Case Basse (by Paolo Tenti)

Paolo Tenti catches up with the Brunello di Montalcino producer who lost most of six vintages when his cellar was vandalized.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera

Gianfranco Soldera established his Case Basse estate in 1972, leaving behind a successful career as an insurance broker. He’d looked for years for a Barolo estate, but as owners of good vineyards were not willing to sell, he searched elsewhere and found the perfect estate in Montalcino. Although the land was abandoned, with no vineyards, he had a strong feeling it would be perfect and his intuition proved right.

Soldera’s Brunello di Montalcino, almost always designated as riserva after five or six years’ aging, is among the most sought-after and expensive wines in the denomination.

Read the article: Gianfranco Soldera

Kerin O’Keefe’s Montalcino subzones (by Walter Speller)

Just before the annual Tuscan en primeur tastings (on which I will report in detail later this week) last February, I met up with Kerin O’Keefe in Florence. She reports on Italian wines for both Decanter and The World of Fine Wine magazines,while last year she published her second book, Brunello di Montalcino. Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines.

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

In her book she describes a system of sub zones in order to get a clearer picture of the diverse Montalcino terroirs, and the different wine styles as a result of this. It is something wine lovers and wine professionals alike are keen to know about more, but a controversial topic in Montalcino itself, where every producer considers his or her vineyards automatically to be of Grand Cru status as long as they are located within the Brunello di Montalcino designated area. It is the reason why the region has never tried to map its sub zones in any comprehensive or systematic way so far.

Read more here: http://www.jancisrobinson.com/articles/kerin-okeefes-montalcino-subzones

Brunello di Montalcino 2008 and 2007 Riserva

The latest releases from Montalcino’s cellars have had their first outing and they’re a mixed bag. The 2008 Brunellos and 2007 riservas shown at the annual Benvenuto Brunello tasting ranged from outstanding to unpleasant, and the two vintages could pose serious challenges for Brunello fans.

© Paolo Tenti | The Col d’Orcia Poggio al Vento vineyard, with Castello di Argiano in the distance

Read the article: Brunello di Montalcino 2008 and Riserva 2007

Col d’Orcia

© Paolo Tenti | Poggio al Vento vineyard with Castello di Argiano in background

The first thing to do was to pull up tobacco and wheat; after that it was years of studying Sangiovese. All that work has paid off, says Kerin O’Keefe, and Col d’Orcia continues to set ever higher standards in Montalcino.

Perhaps one of Francesco Marone Cinzano’s most significant contributions to Montalcino was choosing the right areas to plant Sangiovese.

Read the article: Col_dOrcia_feb_2013.pdf

Giuseppe Sesti: Brunello Written in the Stars

A medieval Montalcino castle inspires a stargazer to make his own wine.
© Paolo Tenti | Giuseppe Sesti rejects small barriques in favor of large Slavonian barrels

When Giuseppe Sesti, a historian of astronomy, purchased an ancient ruined castle in Montalcino, he did not realize he had just sealed his own destiny as a boutique Brunello maker.

Sesti, whose rich and powerful Brunellos are a cult favorite among fans of Italian wine, is Montalcino’s accidental winemaker; when he bought the splendid Castello di Argiano estate in 1975, wine was the last thing on his mind. The property came complete with a disintegrating but authentic medieval castle tower, a ninth-century church, and a stone country house with a tree growing through the roof and pecking chickens milling about the sitting room. Sesti and his English wife, Sarah, were captivated.

Read the article: Brunello Written in the Stars

2012 wine books – Italy (by Paul O’Doherty)

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

Kerin O’Keefe, who writes for Decanter and The World of Fine Wine, has compiled a fabulous read exploring what goes into making one of Italy’s greatest wines.

It’s a fascinating, well-written take on Brunello di Montalcino, and one of the books of the year.

Read more here: http://www.jancisrobinson.com/articles/2012-wine-books-italy

Brunello’s true believer (by Keith Levenberg)

O’Keefe dishes all the secrets about who’s on the hillsides and who’s on the flats; and for those who would find it fascinating to know who makes wine from Montosoli (probably the second-most esteemed Brunello vineyard after Biondi-Santi’s Il Greppo estate) without bothering to mention it on the label, this is the source.

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

And a valuable source, too, because it gives the appellation something that it has deserved for some time: a critical voice who writes about Brunello with the affection and focus ordinarily reserved for the likes of Burgundy, and, more important still, one who appreciates Brunello for what Brunello is and not for what it can be when it’s dressed as something else.

Read the full review: “Brunello true believer”, Review of Kerin O’Keefe Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines by Keith Levenberg in The World of Fine Wine (37) 2012

The Grace Kelly of wine (byTim Crane)

Kerin O’Keefe’s authoritative book on Brunello is in the Broadbent/Coates tradition…

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

…Brunello di Montalcino is a wine that makes enthusiasts push the expressive power of language to its limits. Even the normally reserved O’Keefe lets herself go when describing Biondi Santi’s 2004 Brunello: “a true masterpiece, a monument to Brunello . . . layers of wild cherry, earth, and mineral and a hint of tobacco . . . . A stunning, gripping wine with Grace Kelly-like finesse and polish”.

I must confess I don’t have much time for tasting notes. My eyes glaze over when I survey either Parker’s romantic rhapsodies or Broadbent’s classical sonatas. But the world of wine is baffling, full of opaque terminology, hyperbole, snobbery and downright deception. It is easy to make expensive mistakes. Many will have had the experience of coming across some quite stunning wine and wanting to repeat the experience – but finding too that it can be hard to locate the very same thing again. So we need a guide we can trust; and those once seduced by the delicate complexity of a perfect Brunello could hardly do better than O’Keefe’s book.

Read the full review: http://www.the-tls.co.uk/articles/public/the-grace-kelly-of-wine/

The Best Brunello Book Yet (by Tom Maresca)

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

Kerin O’Keefe’s Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines (University of California Press; $39.95) is a must-have book for lovers of Brunello and, in fact, for anyone at all serious about Italian wine.

Brunello has burgeoned in my wine-drinking lifetime from a few more than half a dozen producers, mostly clustered around the medieval hill town of Montalcino, to well over two hundred, scattered all over the very diverse territories of the Brunello zone. Keeping track of that highly differentiated production – much more making sense of it – is a monumental task. O’Keefe has managed to do it by dint of persistence and equally monumental effort. As she puts it, “Rather than merely sit in my office and taste thousands of wines every year, I’ve visited all the Brunello estates profiled in the following chapters, some several times, and many more that are not in the book. I’ve spent years researching Brunello di Montalcino. . . . I’ve walked producers’ vineyards, visited their cellars, and talked for hours with the winemakers and their families. . . . I take [lengthy trips] to Montalcino every year.”

That kind of leg work produces the detailed and accurate information that makes O’Keefe’s book a milestone in our grasp of Brunello.

Read the full review: https://ubriaco.wordpress.com/2012/06/04/the-best-brunello-book-yet/

Montalcino: time to get in the zone

Forget blending scandals and infighting over the make-up of Rosso – the biggest issue facing Brunello di Montalcino is the creation of subzones. Kerin O’Keefe argues that consumers need better guidance around what is a vast region of hugely variable styles – and quality.

If Brunello di Montalcino’s 2008 grape blending scandal proved anything, it was that the region’s native Sangiovese excels only in certain areas of the vast growing zone. Why else would producers be tempted to adulterate it with other varieties?

It is surely no coincidence that since the scandal, which was effectively swept under the rug in 2009, there has been an attempt to change Brunello’s rigid production code to allow other grapes, as well as two efforts to modify Rosso di Montalcino – reportedly launched by some of the denomination’s largest firms. The efforts failed.

Now a number of producers are arguing that, rather than allowing other grapes to bolster wines hailing from inferior vineyards, it is instead time to recognise quality by creating official subzones. Summertime temperatures can vary by up to 7°C between Montalcino’s northern and southern extremes, and a dizzying array of altitudes range from just above sea level to more than 500m. Montalcino also boasts one of the most complex and diverse soil profiles in Italy, and all of these factors have a marked effect on the performance of the temperamental Sangiovese. Despite such obvious differences, or perhaps because of them, the powers that be in Montalcino continue to ignore pleas from a growing number of parties to officially acknowledge Montalcino’s varied subzones.

Read the article: Montalcino: time to get in the zone

Book Review: An Honest Look at Brunello

Kerin O’Keefe’s Brunello di Montalcino is not simply an enjoyable wine book; it’s one of the rare wine books that is truly important.

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

O’Keefe, an American writer with many years experience in Italy and, particularly, in Tuscany, sets out to explain what makes this wine so special. And in doing so, she takes a sledgehammer to the developments that have threatened to make Brunello just another wine, indistinguishable from the masses.

The author’s values shine through in every chapter. O’Keefe speaks for many, many fans of Brunello who dread the internationalization of these wines. Her tasting notes are impressive, and she takes a brickbat to critics who celebrate the ubiquitous chocolate notes now so often lurking in Italian wines. Those notes come from wood, not the land, and not the grapes, she explains.

Ultimately, Kerin O’Keefe has done a great service to Montalcino and to wine lovers who appreciate a sense of history and place. Tuscany, as she reveals, has some growing up to do. It is unlike Piedmont in the way that it has allowed outsiders to dominate the conversation and the production. This book comes at a time when the region has the opportunity to determine its identity going forward. Thanks to Kerin O’Keefe, that identity is more likely to be mindful of Montalcino’s riveting past.

Read the full review: http://palatepress.com/2012/03/wine/brunello-di-montalcino-review/

Brunello: 2005 now, 2004 Later

The tail-end of the vintage was a washout, leading some to write it off. Yet many smaller estates have made impressive Brunellos in 2005, says Kerin O’Keefe– perfect as we wait to open the magnificent riserva 04s…

One of the biggest problems facing producers of the recently released Brunello 2005s is that the vintage is sandwiched between the superb Brunello 2004s and the already much-hyped 2006s, scheduled for release next year. While 2004 is a classic vintage, thanks to perfect climatic conditions that yielded structured, harmonious wines with serious cellaring potential, 2005 was an unstable year in most of Montalcino’s growing zone, with a cool summer that culminated in heavy rains at harvest time.

There are, however, some surprisingly good Brunellos from
the vintage, and those estates – mostly small – that were able to
pick entirely before torrential rains arrived, like Costanti, made
some of the best 2005s. Many of the larger houses, on the other
hand, were not able to finish harvesting before the rain, so had
a mixed quality crop.

The 2005 vintage underlines the need for official subzones
in Montalcino. While many Brunellos hailing from estates just
north and south of the town are delicate, with earthy, floral
aromas, Brunellos from Castelnuovo dell’Abate in the southeast
have bigger structures (though grape selection was still crucial).
The higher areas of Sant’Angelo in Colle in the far south also
yielded some very good wines, such as Il Poggione’s.

Read the article: Brunello: 2005 now, 2004 Later

Brunello: no change in the rules, producers vote

Brunello di Montalcino producers have voted by a landslide to leave the wine 100% Sangiovese.

In yesterday’s highly publicised assembly to decide the fate of the beleaguered wine, 96% voted to leave Brunello as it is.

‘Only 4% of producers voted to change the production code,’ a triumphant Franco Biondi Santi told decanter.com.

Biondi Santi was one of the most active defenders of the wine’s traditional production code and over the past few months helped rally the support of the majority of Brunello makers.

Read the article: Brunello: no change in the rules, producers vote

Brunello: Image or substance, truth or dare?

“By law, Brunello di Montalcino can be made only with 100 percent Sangiovese cultivated in Montalcino. Otherwise, it’s not Brunello. It shouldn’t be difficult to grasp,” asserts Gianfranco Soldera of Case Basse regarding “Brunellogate,” the grape-blending scandal that broke wide open just days before Vinitaly, the country’s largest annual wine fair, rocking both the sleepy village of Montalcino and one of Italy’s most esteemed denominations. The always forthright Soldera is one of the very few Brunello producers to speak out on the issue that currently besieges the wine and threatens its future. A tense silence has fallen like an iron curtain among the majority of Montalcino’s growers and winemakers, as well as their governing Consorzio. This near-total communication breakdown has not only left Brunello fans in the dark but has also generated controversial media coverage that has confused, exaggerated, or even made up the facts, while at the same time casting doubt as to the fate of Brunello as a varietal wine.

Read the article: Kerin O’Keefe, Brunello: Image or substance, truth or dare?, in The World of Fine Wine, nº 20, 2008.

Brunello on the brink

An overhyped 2003 vintage, a fraud scandal, and the threat of a US ban has left Brunello in crisis. Could subregions be the answer, asks Kerin O’Keefe.

No one will forget the scalding summer of 2003, among the hottest and driest ever recorded in Europe. Many consumers, however, will want to forget the wines from this vintage; Italy was hit hard and most wines reflect the difficult conditions.

Brunello di Montalcino subzones
© Decanter | Montalcino subzones

For now, subzones remain unofficial, but more and more producers are writing back-label info or the name of the hamlet on the front label. Although some subzones are considered superior to others, ultimately, any such view depends on what you want. Brunellos that will develop layers of complexity with age hail from the original growing area just southeast of Montalcino, while Sant’Angelo is a good source of fruit forward, muscular Brunellos. For a combination of elegance and power, look for Castelnuovo d’Abate, and for Brunellos with exquisite bouquets and refinement, buy from north Montalcino. While unofficial, the following zonal breakdown should provide a useful guide…
Read the article: Brunello on the brink

Brunello’s Moment of Truth

While the notion of terroir has been both celebrated and ridiculed in some of the world’s greatest wine-producing areas, one of Italy’s most illustrious denominations has instead chosen to ignore it—until now.  Kerin O’Keefe discovers Montalcino’s unofficial subzones.

Majestic. Elegant. Powerful. Long-lived. Expensive. Rare. All these adjectives have been applied to Brunello di Montalcino by the world’s leading wine authorities, from Cyril Ray to Burton Anderson, but may soon be supplemented by another much less positive—overflowing. Due to massive overplanting, Brunello production is now on the brink of exploding, which has pushed the long-neglected question of Brunello’s tipicità to the forefront, as Montalcino winemakers search for ways to protect Brunello’s identity and prestige from the perils posed by a saturated market. As areas previously considered unsuitable for winemaking are cultivated, many producers feel the time has come to recognize officially Montalcino’s greatly varied subzones and to curb vinification techniques that render a more international style.

Read the article:  “Brunello’s Moment of Truth” (PDF). The World of Fine Wine (2006, 11): 74–80.

Kerin O’Keefe racconta Franco Biondi Santi, il gentleman del Brunello (di Franco Ziliani)

© Paolo Tenti | Franco Biondi Santi and Kerin O’Keefe

Con il suo libro Kerin non ci propone solo una documentata, appassionata, ben raccontata biografia della dinastia Biondi Santi e di Franco, gentleman del Brunello, descritto a tutto tondo nella sua umanità e nel suo voler essere il degno testimone di un impegno, quello della qualità senza discussioni, che è sentito ancor più fortemente perché s’intreccia con la storia della sua famiglia.

Kerin O’Keefe, Franco Biondi Santi. Il gentleman del Brunello, Veronelli Editore, 2004

O’Keefe, e di questo dobbiamo esserle profondamente grati, nel suo libro dimostra di credere in una sua idea del Brunello, (che, vedi caso, coincide con la visione di Franco Biondi Santi), e con coraggio, senza perifrasi e giri di parole, ricorda chiaramente che ora ci si trova di fronte ad una “situazione allarmante per il futuro del Brunello, il cui carattere e la cui tipicità uniche al mondo sono minacciate”, e che “oggi con il futuro di questo grande vino in pericolo e il volere da parte di certi produttori di cambiare ancora il disciplinare”, Franco Biondi Santi ha scelto di aderire al Consorzio per combattere dal di dentro ,”nella speranza che lui e gli altri produttori del Brunello tradizionale possano fermare la tendenza a renderlo un vino irriconoscibile”.

leggi l’intera recensione: http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=19&IDNews=1458