Brunello di Montalcino 2016: finezza, longevità e…l’elefante nella stanza

Dopo l’incredibile successo del Barolo 2016 che ha debuttato lo scorso anno, la frenesia intorno ai Brunello 2016 appena usciti è stata quasi assordante. Ho assaggiato 199 delle nuove uscite di Brunello nel mio ufficio tra dicembre e gennaio: le degustazioni hanno rivelato una grandiosità dell’annata ma anche sfide che la denominazione deve affrontare.

[You can find here the original article in English: Brunello 2016 Report: Finesse, Longevity and the Elephant in the Room]

Confronti con altre annate

Quindi l’annata 2016 è stata all’altezza dell’intenso clamore? Nel complesso, sì. I Brunello 2016 sono di gran lunga superiori ai 2015 (qui trovate la mia valutazione dell’annata 2015), quest’ultima il prodotto di un’annata estremamente calda che è stata irregolare e non è stata all’altezza dell’intenso clamore che ha circondato anche questa annata. I 2016 sono persino migliori degli acclamati 2010 e sono in linea con le annate classiche come il 2004 e il 2001.

Tre 100 punti

Ho assegnato 100 punti a tre 2016, la prima volta che ho dato a tre vini della stessa denominazione un punteggio perfetto in una singola annata (di seguito trovate la traduzione in italiano del seguente articolo  The Making of 100-Point Wines: Two Compelling Brunellos From a Superlative Vintage, che descrive 2 dei 3 100 punti in questione). Per la maggior parte, il 2016 è il sogno di un amante del Brunello, che offre una miriade di vini vibranti e strutturati che vantano eleganza, energia e longevità. Se realizzati con mani esperte che hanno curato con attenzione i vigneti invece di affidarsi a pratiche di cantina invasive, aree distinte all’interno della multiforme zona di coltivazione di Montalcino risplendono con assoluta precisione nel 2016. Questa caratteristica si è riflessa anche nel numero sempre crescente di imbottigliamenti di Brunello per vigneto singolo.

Date le condizioni climatiche quasi perfette, la quantità di vini monolitici con livelli alcolici vertiginosi e concentrazione densa mi ha sorpreso poiché di solito sono il risultato di anni molto più caldi e asciutti.

Condizioni climatiche

È sempre una sfida generalizzare le annate a Montalcino. L’altitudine dei vigneti varia da 100 a 660 metri sul livello del mare, le temperature medie estive e le precipitazioni variano in modo significativo da nord a sud (sostengo da molti anni l’utilità della creazione di sottozone per dare agli appassionati una migliore comprensione del vasto territorio di Montalcino).

© Mencacci Stefania | Comune di Montalcino, Relazione Geologica, settembre 2009

Detto questo, il 2016 è stato un grande anno per tutta la denominazione. Gigliola Gianetti, titolare de Le Potazzine, afferma: “È stata un’annata ideale per il Sangiovese. Ha piovuto nei momenti giusti e ha avuto un sole abbondante e temperature calde ma nessun picco di calore durante la stagione di crescita. La pioggia di metà settembre ci ha innervosito ma è seguito da un clima asciutto e ventilato che ha consentito una maturazione uniforme e uve sane alla vendemmia ”.

© Susan Wright| Gigliola Giannetti, owner of Le Potazzine

Le stelle si sono allineate nel 2016 in termini di tempo, a partire da un inverno freddo che ha “disinfettato” le viti e da abbondanti piogge a gennaio e febbraio che hanno reintegrato le riserve idriche, cruciali dopo il torrido 2015. Una primavera fresca e piovosa è stata un ritorno agli anni classici. Con la fioritura a maggio, le piante erano in ottima salute. Luglio e agosto sono stati caldi e secchi, mentre agosto ha registrato notevoli escursioni termiche diurne e notturne. Le piogge di settembre sono state compensate da una buona ventilazione e da forti sbalzi termici diurni e notturni che hanno mantenuto in salute le uve.

Grazie alle condizioni climatiche ottimali, gli amanti del vino troveranno una serie di ottimi Brunello 2016 che combinano ricchezza di frutta, potenza tannica, finezza e freschezza. I migliori sono radiosi, fragranti e pieni di tensione nervosa. Hanno la struttura per invecchiare bene dai venti ai trent’anni almeno.

Sebbene il tempo quasi perfetto non sia mai una garanzia universale di eccellenza in nessuna denominazione, sono rimasto scioccata dal numero di Brunello 2016 che ha raggiunto il 15% di alcol in volume.

L’elefante nella stanza

The Elephant in the room è un’espressione tipica che in inglese usiamo per indicare un problema noto che, per quanto ovvio, viene comunque minimizzato o addirittura ignorato. Dei quasi 200 vini che ho degustato dell’annata, più del 10% ha dichiarato il 15% di alcol e uno il 15,5%. Dato il mezzo punto di flessibilità consentito sulle etichette italiane, queste sono probabilmente più vicine rispettivamente al 15,5% e al 16%. Alcuni di questi Brunello ad alta alcolicità hanno mostrato classe e potenziale di invecchiamento, ma la maggior parte erano goffi e unidimensionali, mostrando frutta cotta e il calore dell’alcol evidente. A differenza delle annate più calde a Montalcino, dove le zone basse del sud soffrono di più, questi 2016 esagerati provenivano da tutta Montalcino e non dipendevano dal luogo, ma dall’esperienza del produttore e da ciò che i coltivatori facevano o non facevano nei vigneti.

Giacomo Bartolommei, wine-maker della tenuta di famiglia Caprili, situata in una delle zone più calde ed aride di Montalcino, spiega come siano tornati all’equilibrio e alla finezza dopo diversi anni passati a produrre Brunello concentrati e ad alto contenuto alcolico. 

© Consorzio Brunello di Montalcino | Giacomo Bartolommei, winemaker at family firm Caprili

“Tra il 2008 e il 2012, i livelli di alcol ci sono sfuggiti. Quindi abbiamo iniziato a concentrarci maggiormente sulla gestione del vigneto per creare equilibrio. Ora defogliamo molto più tardi, solo una settimana prima del raccolto. Diradiamo anche i grappoli più tardi, circa due settimane prima della vendemmia per evitare una sovramaturazione delle uve che si traduce in zuccheri e alcol più elevati ”, afferma Bartolommei. 

Alcuni produttori continuano a defogliare troppo presto, eseguono diradamenti esasperati (su questo argomento ho scritto questo articolo per Wine Enthusiast Bunch thinning – too much of a good thing, qui nella sua traduzione in italiano Diradamento: sicuri che sia una cosa buona?) e lasciano l’uva sulle viti troppo a lungo alla ricerca della perfetta maturazione fenolica. “La maturazione fenolica è importante, ma con il cambiamento climatico, per ottenerla spesso si perdono altri parametri, come l’acidità. Cerchiamo l’equilibrio generale e produciamo vini più eleganti e degni di invecchiamento “, spiega Giacomo.

Se i produttori di Montalcino anni fa avevano difficoltà a raggiungere il 13% di alcol, mantenere i vini sotto il 15% è la sfida attuale. L’enologo consulente Paolo Vagaggini (ho parlato di lui in questo articolo del 2012 per Decanter: Modest Maestros), che lavora con alcune delle migliori tenute di Montalcino, afferma che l’aumento delle temperature non è l’unico colpevole.

© Decanter | Kerin OKeefe’s article in 2012 talking about Paolo Vagaggini

“Più che le alte temperature, l’aumento della luce solare sta provocando una fotosintesi più intensa che a sua volta sta portando ad un maggiore accumulo di zucchero nell’uva”, spiega Vagaggini. Questo contenuto zuccherino più elevato si traduce in livelli alcolici più alti dopo la fermentazione. Un altro fattore di questi Brunello molto alcolici è la maggiore densità di piante nei vigneti di oggi. Molti sono stati piantati appena prima che il cambiamento climatico diventasse una minaccia nota e in un periodo in cui i consumatori prediligevano vini densamente concentrati. “I produttori spesso non si rendono conto che quando piantano un vigneto dovrebbe durare 100 anni”, dice Vagaggini.

Anche in anni come il 2016, la regola d’oro nella scelta del Brunello è che la reputazione e la costanza del produttore sono la migliore garanzia. Questo sarà ancora più importante il prossimo anno, quando i 2017 usciranno da quello che è stato uno degli anni più caldi mai registrati.

Qui trovate la lista che verrà mano a mano popolata delle 199 recensioni dei Brunello di Montalcino 2016 che ho fatto per Wine Enthusiast.

 

Due (dei tre) Brunello di Montalcino 2016 da 100 punti: struttura, eleganza e longevità.

[Here you can find the original article in English, published on March 10 2021 in Wine Enthusiast: The Making of 100-Point Wines: Two Compelling Brunellos From a Superlative Vintage]

Nel complesso, il 2016 è stata un’ottima annata a Montalcino e dovrebbe negli annali del Brunello con altre annate celebri come il 2001 e il 2004. A mio avviso è migliore del 2010. Anche se c’è stato un numero sorprendente di vini dominati dall’eccessiva alcolicità, inaspettata perché l’annata ha avuto condizioni di crescita ideali rispetto alle annate più calde e secche, ci sono molti Brunello 2016 davvero superbi.

Tra dicembre 2020 e gennaio 2021, ho assaggiato 199 Brunello di questa annata appena uscita e avevo grandi aspettative. Sebbene sapessi che i vini nei bicchieri erano giovani Brunello e probabilmente 2016, non avevo idea di chi fossero i produttori. Come tutte le degustazioni di Wine Enthusiast, ho assaggiato i vini alla cieca dopo che la mia assistente Simona ha organizzato sessioni di bottiglie simili coperte da sacchetti di carta numerati. Il primo Brunello che mi ha lasciato completamente sbalordita vantava un profumo intenso, una combinazione di corpo, finezza e pedigree varietale impeccabile. Ho scritto nei miei appunti che era “profumato e radioso” e mostrava “eleganza, struttura e precisione”. Dopo aver terminato la degustazione di quel giorno, ho tolto la protezione da questo splendido vino. Era il Brunello 2016 di Le Chiuse (qui trovate la recensione completa).

Brunello di Montalcino Le Chiuse 2016

Situato sulle pendici settentrionali della collina di Montalcino, questo piccolo gioiello di tenuta ha una stirpe leggendaria. Di proprietà della famiglia Biondi Santi dalla fine del XVIII secolo, le uve più antiche di Le Chiuse sono state a lungo utilizzate per produrre le leggendarie Riserve Biondi Santi. Alla morte di Tancredi Biondi Santi nel 1970, la figlia minore Fiorella ereditò l’azienda agricola, che diede in affitto al fratello Franco fino alla sua morte nel 1986. Franco Biondi Santi continuò a produrre Riserve con le uve di Le Chiuse fino al 1990, anno in cui sua nipote, Simonetta Valiani ha rilevato l’azienda che oggi dirige con il marito Nicolò Magnelli e il figlio Lorenzo.

I vigneti di Le Chiuse si trovano nel cuore della storica zona di coltivazione a nord del centro storico, in una zona nota per la produzione di vini longevi che vantano complessità, intensità ed eleganza. I vigneti sono situati a 300 metri sul livello del mare dove l’altitudine e l’esposizione nord – nordovest garantiscono una maturazione ideale delle uve ed una acidità fresca. I terreni sono di origine marina contenenti scisto friabile noto come galestro, argilla e marna che producono vini ricchi ma aggraziati con fragranza e profondità. Per esaltare le condizioni ideali di coltivazione, Le Chiuse è certificata biologica dal 2005, una

© Paolo Tenti | from left Lorenzo Magnelli, Simonetta Valiani and Nicolò Magnelli

delle prime nella denominazione. La maggior parte dei loro vitigni di Sangiovese derivano dal clone BBS11 selezionato nella tenuta Biondi Santi Greppo e nei vigneti di Le Chiuse negli anni ’70. Lorenzo si occupa della vinificazione. Per produrre un Brunello classico e di terroir, fermenta in acciaio inox e cemento con lieviti indigeni. L’affinamento avviene in botti da 25hl, 90% rovere di Slavonia e 10% Allier. Il 2016 dell’azienda è un classico in divenire, incontaminato e mirato, con decenni di anticipo.

© Paolo Tenti | vertical of Le Chiuse (1997, 1999, 2001, 2004, 2006, 2010, 2012, 2013) plus Biondi Santi Riserva 1955 (made with grapes from Le Chiuse vineyard)

Il giorno dopo, durante la seconda sessione dei miei 20 vini al giorno, ho avuto un altro momento di esaltazione. Intensamente fragrante, il vino mi ha colpito per i suoi aromi di rosa, violetta e frutti di bosco, la sua intensità, concentrazione e sapori sapidi. Nella mia nota di degustazione ho scritto: “Delizioso ed estremamente elegante, questo vino luminoso è per i puristi del Sangiovese e gli appassionati di estrema finezza”. Quando ho finito di degustare, ho scoperto che il vino era Il Marroneto Madonna delle Grazie 2016 (qui trovate la recensione completa).

Come Le Chiuse, anch’essa proviene da vigneti situati a nord di Montalcino. Di proprietà di Alessandro Mori, questa piccola tenuta produce Brunello incontaminato e vibrante che, sebbene giovanilmente austero al momento del rilascio, ha un potenziale di invecchiamento da maratona, come hanno dimostrato diverse degustazioni verticali in cantina fino all’annata 1980. Il padre di Alessandro Mori ha acquistato l’azienda agricola appena fuori porta nord di Montalcino nel 1974 come casa per le vacanze, ma la famiglia ha iniziato anche a produrre Brunello, a partire dalla vendemmia 1980. Alessandro si è innamorato della tenuta. Dopo essere diventato avvocato a Roma, nel 1994 abbandona la giurisprudenza per dedicarsi a tempo pieno all’attività vinicola. Fin dall’inizio, Alessandro ha voluto creare Brunello classici e longevi che vantassero eleganza ed energia. Sembra la strategia giusta oggi, ma questo è stato più o meno il periodo in cui molti produttori locali hanno iniziato a optare per le nuove barriques e hanno iniziato a produrre vini di colore scuro, muscolosi e con sentori di rovere destinati a essere bevuti prima.

Ho recensito positivamente i vini de Il Marroneto dall’inizio degli anni 2000, ma fino a diversi anni fa molti altri critici ignoravano del tutto la tenuta o le davano punteggi meno che estatici. Preferivano potenza e concentrazione ad un Brunello vibrante che vantava austerità giovanile ed estrema eleganza. Alessandro non ha mai esitato e la sua dedizione ha dato i suoi frutti mentre i palati degli amanti del vino hanno virato verso vini guidati dal terroir che vantano freschezza e complessità. Madonna delle Grazie è l’originale vigneto che circonda il casale. Piantato principalmente nel 1974 con successive parcelle piantate nel 1977, 1982 e 1983, l’altitudine del vigneto è di 400 metri sul livello del mare e il suolo sono un misto di sabbia chiara, minerali e fossili marini. Dopo aver scelto solo le uve migliori, Alessandro fermenta con lieviti indigeni in grandi tini di rovere di Allier. Quindi affina i vini per 41 mesi in grandi botti di rovere, sia di Slavonia che francesi.

© Kerin O’Keefe | vertical of 15 Brunello di Montalcino Il Marroneto back to 1980

Il Brunello Madonna delle Grazie 2016  lascia attoniti per la precisione, struttura ed eleganza. Invecchierà per decenni. Nei miei otto anni a Wine Enthusiast, ho assegnato un totale di nove 100 punti al Brunello di Montalcino, tra cui Le Chiuse 2013 (qui trovate la recensione) e Il Marroneto 2015 Madonna delle Grazie (qui trovate la recensione), a dimostrazione che la reputazione del produttore è la migliore garanzia a Montalcino. Dopo aver già esaminato la maggior parte dei Brunello 2016, ho ricevuto un altro lotto di imbottigliatori tardivi. Tutto quello che posso dire a questo punto è che è una tripletta di 100 punti per l’annata di Montalcino.

Rimanete sintonizzati! 

Aggiornamento del 22 aprile 2021

Con la pubblicazione dell’Advance Buying Guide di Wine Enthusiast sono diventate ufficiali le mie ultime recensioni delle degustazioni fatte tra dicembre e gennaio. Ecco svelato il terzo dei Brunello di Montalcino 2016 da 100 punti!

Le recensioni complete le trovate come al solito sul sito di Wine Enthusiast qui: recensioni dei Brunello di Montalcino 2016.

RatingBrandVintageDesignationGrapesAppellation
100Il Marroneto2016Madonna delle GrazieSangioveseBrunello di Montalcino
100Le Chiuse2016SangioveseBrunello di Montalcino
100Salvioni2016SangioveseBrunello di Montalcino
99Conti Costanti2016SangioveseBrunello di Montalcino
99Fuligni2016SangioveseBrunello di Montalcino
99Le Potazzine2016SangioveseBrunello di Montalcino
98Argiano2016Vigna del SuoloSangioveseBrunello di Montalcino
98Ciacci Piccolomini d'Aragona2016PianrossoSangioveseBrunello di Montalcino
98Gianni Brunelli2016SangioveseBrunello di Montalcino
98Il Marroneto2016SangioveseBrunello di Montalcino
97Altesino2016MontosoliSangioveseBrunello di Montalcino
97Canalicchio di Sopra2016SangioveseBrunello di Montalcino
97Ciacci Piccolomini d'Aragona2016SangioveseBrunello di Montalcino
97L’Aietta2016SangioveseBrunello di Montalcino
97Livio Sassetti2016SangioveseBrunello di Montalcino
97San Polino2016SangioveseBrunello di Montalcino
97Talenti2016SangioveseBrunello di Montalcino
96Argiano2016SangioveseBrunello di Montalcino
96Armilla2016SangioveseBrunello di Montalcino
96Banfi2016Vigna MarruchetoSangioveseBrunello di Montalcino
96Caprili2016SangioveseBrunello di Montalcino
96Lisini2016SangioveseBrunello di Montalcino
96Poggio Antico2016SangioveseBrunello di Montalcino
96Salicutti2016TeatroSangioveseBrunello di Montalcino
96San Polino2016HelicrysumSangioveseBrunello di Montalcino
96San Polo2016SangioveseBrunello di Montalcino
95Baricci2016SangioveseBrunello di Montalcino
95Camigliano2016Paesaggio InattesoSangioveseBrunello di Montalcino
95Canalicchio di Sopra2016La CasacciaSangioveseBrunello di Montalcino
95Casa Raia2016SangioveseBrunello di Montalcino
95Castelgiocondo2016SangioveseBrunello di Montalcino
95Il Palazzone2016SangioveseBrunello di Montalcino
95La Fiorita2016SangioveseBrunello di Montalcino
95La Fiorita2016Fiore di NoSangioveseBrunello di Montalcino
95Marchesi Antinori2016Pian delle VigneSangioveseBrunello di Montalcino
95Mastrojanni2016SangioveseBrunello di Montalcino
95Padelletti2016SangioveseBrunello di Montalcino
95Palazzo2016CosimoSangioveseBrunello di Montalcino
95Pieve Santa Restituta2016SugarilleSangioveseBrunello di Montalcino
95Podere Le Ripi2016Cielo d'UlisseSangioveseBrunello di Montalcino
95Podere Le Ripi2016Amore e MagiaSangioveseBrunello di Montalcino
95Poggio Antico2016AlteroSangioveseBrunello di Montalcino
95San Polo2016VignavecchiaSangioveseBrunello di Montalcino
95San Polo2016PodernoviSangioveseBrunello di Montalcino
95Sesti2016SangioveseBrunello di Montalcino
95Siro Pacenti2016Vecchie VigneSangioveseBrunello di Montalcino
95Val di Suga2016SpuntaliSangioveseBrunello di Montalcino
95Villa al Cortile2016SangioveseBrunello di Montalcino
94Capanne Ricci2016SangioveseBrunello di Montalcino
94Caparzo2016La CasaSangioveseBrunello di Montalcino
94Cortonesi2016La MannellaSangioveseBrunello di Montalcino
94Fanti2016VallocchioSangioveseBrunello di Montalcino
94La Gerla2016SangioveseBrunello di Montalcino
94Le Macioche2016SangioveseBrunello di Montalcino
94Pieve Santa Restituta2016RenninaSangioveseBrunello di Montalcino
94Salicutti2016PiaggioneSangioveseBrunello di Montalcino
94Tenute Silvio Nardi2016Poggio DoriaSangioveseBrunello di Montalcino
94Villa Poggio Salvi2016PomonaSangioveseBrunello di Montalcino
93Abbadia Ardenga2016Vigna PiaggiaSangioveseBrunello di Montalcino
93Campogiovanni2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Capanna2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Casanuova delle Cerbaie2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Castelli Martinozzi2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Castello Tricerchi2016A.D. 1441SangioveseBrunello di Montalcino
93Col d'Orcia2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Donatella Cinelli Colombini2016Prime DonneSangioveseBrunello di Montalcino
93Fattoria del Pino2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Franco Pacenti2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Il Poggione2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Mastrojanni2016Vigna LoretoSangioveseBrunello di Montalcino
93Molino di Sant'Antimo2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Palazzo2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Renieri2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Salicutti2016SorgenteSangioveseBrunello di Montalcino
93SassodiSole2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Tenuta di Sesta2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Tenuta La Fuga2016SangioveseBrunello di Montalcino
93Val di Suga2016Poggio al GranchioSangioveseBrunello di Montalcino
92Aisna2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Alessandro Rossi2016CamponovoSangioveseBrunello di Montalcino
92Altesino2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Amantis2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Banfi2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Cerbaia2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Corte Pavone2016Fiore del VentoSangioveseBrunello di Montalcino
92Cortonesi2016PoggiarelliSangioveseBrunello di Montalcino
92Fattoi2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Lambardi2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Lazzeretti2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Luce2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Paradiso di Cacuci2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Podere Scopetone2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Ridolfi2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Roberto Cipresso2016SangioveseBrunello di Montalcino
92San Lorenzo2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Tenuta San Giorgio2016UgolforteSangioveseBrunello di Montalcino
92Tenute Silvio Nardi2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Tenute Silvio Nardi2016ManachiaraSangioveseBrunello di Montalcino
92Val di Suga2016Vigna del LagoSangioveseBrunello di Montalcino
92Villa I Cipressi2016SangioveseBrunello di Montalcino
92Villa I Cipressi2016Selezione ZebrasSangioveseBrunello di Montalcino
92Villa Poggio Salvi2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Albatreti2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Camigliano2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Canneta2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Castello Tricerchi2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Cordella2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Donatella Cinelli Colombini2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Donna Olga2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Fanti2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Geografico2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Il Grappolo2016SassochetoSangioveseBrunello di Montalcino
91La Fornace2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Pietroso2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Pinino2016Vigna PininoSangioveseBrunello di Montalcino
91Tenuta Friggiali2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Tornesi2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Ventolaio2016SangioveseBrunello di Montalcino
91Voliero2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Abbadia Ardenga2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Banfi2016Poggio alle MuraSangioveseBrunello di Montalcino
90Canneta2016Le BruciateSangioveseBrunello di Montalcino
90Caparzo2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Carpineto2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Casisano2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Celestino Pecci2016Poggio al CarroSangioveseBrunello di Montalcino
90Collelceto2016Elia PalazzesiSangioveseBrunello di Montalcino
90Corte Pavone2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Corte Pavone2016Campo MarzioSangioveseBrunello di Montalcino
90Corte Pavone2016Fior di MelitotoSangioveseBrunello di Montalcino
90Croce di Mezzo2016SangioveseBrunello di Montalcino
90La Fornace2016OriginiSangioveseBrunello di Montalcino
90La Magia2016SangioveseBrunello di Montalcino
90La Magia2016CiliegioSangioveseBrunello di Montalcino
90Luciani2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Nannetti2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Patrizia Cencioni2016SelezioneSangioveseBrunello di Montalcino
90Pian delle Querci2016SangioveseBrunello di Montalcino
90PianCornello2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Piccini2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Pietranera2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Pinino2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Podere Paganico2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Poggio dell'Aquila2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Santa Giulia2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Tassi2016ColombaioSangioveseBrunello di Montalcino
90Terre Nere Campigli Vallone2016SangioveseBrunello di Montalcino
90Tiezzi2016Vigna SoccorsoSangioveseBrunello di Montalcino
90Val di Suga2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Belpoggio2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Celestino Pecci2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Fornacina2016SangioveseBrunello di Montalcino
89I Vini di Milena2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Il Poggiolo2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Il Valentiano2016Campo di MarzoSangioveseBrunello di Montalcino
89La Palazzetta2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Libero2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Mocali2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Pian delle Ginestre2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Piombaia2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Querce Bettina2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Tassi2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Tassi2016GiuseppeSangioveseBrunello di Montalcino
89Tenuta Buon Tempo2016SangioveseBrunello di Montalcino
89Verbena2016Le PopeSangioveseBrunello di Montalcino
89Visconti2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Baccinetti2016SaporoiaSangioveseBrunello di Montalcino
88Beatesca2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Fattoria La Lecciaia2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Kirkland Signature2016SangioveseBrunello di Montalcino
88La Collina dei Lecci2016SangioveseBrunello di Montalcino
88La Poderina2016SangioveseBrunello di Montalcino
88La Serena2016SangioveseBrunello di Montalcino
88La Torre2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Le Gode2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Le Gode2016Vigna MontosoliSangioveseBrunello di Montalcino
88Madonna Nera2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Mocali2016Le RaunateSangioveseBrunello di Montalcino
88Patrizia Cencioni2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggio di Sotto2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggio il Castellare2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggio Lucina2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggio Nardone2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Sesta di Sopra2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Tiezzi2016Poggio CerrinoSangioveseBrunello di Montalcino
88Uccelliera2016SangioveseBrunello di Montalcino
88Uggiano2016SangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2016SangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2016BorghettoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2016CasalinoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2016Molino del PianoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2016Molino della SugaSangioveseBrunello di Montalcino
87Cantina di Montalcino2016SangioveseBrunello di Montalcino
87Fattoria La Lecciaia2016Vigna ManapetraSangioveseBrunello di Montalcino
87Martoccia2016SangioveseBrunello di Montalcino
87Rodolfo Cosimi2016Bramante CosimiSangioveseBrunello di Montalcino
87Terra Rossa2016SangioveseBrunello di Montalcino
87Verbena2016SangioveseBrunello di Montalcino

Brunello di Montalcino 2015: il buono, il brutto e il cattivo (e il grande)

Se sei un appassionato di vino italiano, avrai probabilmente sentito il brusio che circonda la vendemmia 2015 del Brunello di Montalcino, appena uscita, con alcuni che si sbilanciano ad affermare che è una delle migliori annate di sempre. Dopo la piovosa annata 2014, non sorprende che un certo numero di produttori di vino locali abbiano propagandato la grandezza del 2015 ben prima della sua uscita ufficiale del 2020.

Reality Check

Con poche eccezioni, le annate non sono quasi mai uguali a Montalcino. Le variazioni tra altitudini, suoli e microclimi, nonché l’esperienza e gli stili dei produttori, rendono tale acclamazione radicale quasi impossibile da applicare al Brunello. Ma in tutti i miei anni di degustazione del Brunello, non ho mai visto un’annata con una performance così irregolare come il 2015.

In questa annata complessivamente calda e asciutta, ci sono alcuni splendidi Brunello 2015. Ma ci sono anche un numero senza precedenti di vini ad alta gradazione alcolica con il 15%, e anche il 15,5% (e forse anche di più, considerando la tolleranza dello 0,5% consentita dalla normativa), che mancano di freschezza ed equilibrio. E tra questi due estremi, ci sono anche alcuni vini magri con alcool contenuto, ma frutti acerbi.

Ecco la mia analisi del Brunello 2015 – il buono, il brutto e il cattivo – per aiutarti a dare un senso a questa annata da “acquirente attento”.

© Paolo Tenti | Fortezza di Montalcino

Il buono
La buona notizia è che ci sono alcuni stupendi Brunelli 2015, come Madonna delle Grazie di Il Marroneto, che ha guadagnato uno dei miei rari 100 punti. Carico di finezza, è vibrante, impeccabilmente equilibrato e uno dei pochi della vendemmia con un serio potenziale di invecchiamento.

Degli oltre 200 vini recensiti, con degustazioni alla cieca, ben 18 vini hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 95 punti – l’eccellenza assoluta. Molti dei miei migliori vini provengono da vigneti d’alta quota che generalmente offrono prestazioni migliori nelle annate calde e asciutte. La maggior parte proviene da produttori di spicco della denominazione che hanno anni, se non generazioni, di esperienza enologica.

Mentre le aree classiche appena a sud e a nord della città di Montalcino sono andate complessivamente bene, questa annata dipendeva maggiormente da ciò che i produttori facevano, o non facevano, nei vigneti invece di specifiche sottozone. Anche alcune delle aree più rinomate della denominazione hanno avuto risultati contrastanti.

Il cattivo

L’anno è iniziato con un inverno secco che ha portato ad una primavera piuttosto secca, con temperature che sono aumentate a giugno.

Luglio è stato eccezionalmente caldo, poiché le temperature hanno superato i 40° a metà mese e hanno portato a condizioni di siccità. Anche agosto ha avuto poche precipitazioni. La pioggia è caduta la prima settimana di settembre ed ha raffreddato le vigne, ma le temperature sono aumentate di nuovo a metà mese.

Il momento in cui si effettua la vendemmia è sempre un fattore molto importante. Con un vitigno volubile come il sangiovese, quando raccogliere è sempre importante, ma negli anni caldi e asciutti diventa fondamentale.

“Il 2015 non è stato caldo come il 2003 o il 2011, ma era pur sempre caldo e secco, con luce solare intensa e costante durante la stagione di crescita. Scegliere la maturazione ideale è stato fondamentale perché aspettare anche solo tre o quattro giorni in più espone al rischio di avere uva troppo matura ”, afferma Lorenzo Magnelli, comproprietario/enologo della azienda di famiglia Le Chiuse. “Quando l’uva è troppo matura, si perde l’eleganza, la precisione e la freschezza caratteristiche essenziale di un Brunello eccellente.”

Magnelli, tra i primi a raccogliere nella sua zona a nord di Montalcino, ha ottenuto un grande risultato nel 2015.

Il brutto

Sebbene alcuni produttori stiano comprensibilmente promuovendo l’annata 2015, l’opposto polare del freddo e umido 2014, non è a mio parere una delle migliori annate di tutti i tempi per il Brunello. Il numero, seppur relativamente limitato, di vini squilibrati con alcool elevato e frutta cotta mostra come il Sangiovese soffra in annate calde e secche, condizioni che sono diventate la nuova normalità. E questa non è una questione di preferenze personali. La maggior parte di questi vini ad alto numero di ottani non ha la frutta e l’acidità fresca necessari per controbilanciare tali caratteristiche rendendoli squilibrati. Tutto questo li rende vini difficili, con un potenziale di invecchiamento limitato.

Se la raccolta quando l’uva era troppo matura portava a vini muscolosi e monodimensionali, i produttori che raccoglievano troppo presto finivano con vini magri e con sensazioni di frutta acerba.

“Il Sangiovese ha difficoltà a difendersi negli anni caldi”, afferma l’enologo Paolo Salvi. “Girare il terreno per mantenere il terreno umido è fondamentale, oltre ad un’attenta gestione della chioma non defogliando troppo per evitare di esporre l’uva al sole”.

Salvi, che ha assaggiato per anni con il maestro del Sangiovese Giulio Gambelli, collabora con varie tenute toscane come Le Potazzine a Montalcino.

“Di recente ho provato un centinaio di Brunelli 2015 e, nonostante il caldo, nel complesso l’anno è stato migliore di quanto mi aspettassi, grazie all’impegno dei produttori”, afferma. “Quindi, mentre è finito per essere una buona annata, non è da impazzire.”

Per fortuna, nonostante le sfide, un buon numero di produttori hanno azzeccato tutte le mosse ed hanno realizzato Brunelli 2015 eccezionali con frutta succosa, freschezza ed equilibrio. Mentre alcuni mostrano un buon potenziale di invecchiamento, la maggior parte dei migliori vini avrà bisogno solo di qualche anno per arrivare al momento ideale per essere goduti, ma dovrebbero mantenersi bene per ulteriori 8-10 anni.

Olmo vineyard at Gianni Brunelli winery
Olmo vineyard at Gianni Brunelli winery

Il grande

L’annata 2016 (in uscita nel 2021) promette di essere un anno davvero eccezionale a Montalcino grazie alle condizioni di crescita quasi perfette per il Sangiovese. Molte degustazioni di vini in botte del 2016 che ho effettuato sono state spettacolari, con ottimo potenziale per vini fragranti, strutturati e focalizzati che vantano finezza e seria longevità.

RatingProducerVintageDesignationGrapesAppellation
100Il Marroneto2015Madonna delle GrazieSangioveseBrunello di Montalcino
98Ciacci Piccolomini d'Aragona2015PianrossoSangioveseBrunello di Montalcino
98Conti Costanti2015SangioveseBrunello di Montalcino
98Fuligni2015SangioveseBrunello di Montalcino
98Il Marroneto2015SangioveseBrunello di Montalcino
98Le Chiuse2015SangioveseBrunello di Montalcino
98L’Aietta2015SangioveseBrunello di Montalcino
97Ciacci Piccolomini d'Aragona2015SangioveseBrunello di Montalcino
97Le Potazzine2015SangioveseBrunello di Montalcino
97Salvioni2015SangioveseBrunello di Montalcino
96Altesino2015MontosoliSangioveseBrunello di Montalcino
96Armilla2015SangioveseBrunello di Montalcino
96Castelgiocondo2015SangioveseBrunello di Montalcino
96Le Ragnaie2015Casanovina MontosoliSangioveseBrunello di Montalcino
96Le Ragnaie2015VVSangioveseBrunello di Montalcino
96Talenti2015SangioveseBrunello di Montalcino
95San Polo2015SangioveseBrunello di Montalcino
95Collosorbo2015SangioveseBrunello di Montalcino
95Padelletti2015SangioveseBrunello di Montalcino
95Villa al Cortile2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Fattoria dei Barbi2015Vigna del FioreSangioveseBrunello di Montalcino
94Gianni Brunelli2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Livio Sassetti2015PertimaliSangioveseBrunello di Montalcino
94Marchesi Antinori2015Pian delle VigneSangioveseBrunello di Montalcino
94San Polo2015Vigna VecchiaSangioveseBrunello di Montalcino
94Siro Pacenti2015Vecchie VigneSangioveseBrunello di Montalcino
94Villa Poggio Salvi2015PomonaSangioveseBrunello di Montalcino
94Abbadia Ardenga2015Vigna PiaggiaSangioveseBrunello di Montalcino
94Baricci2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Franco Pacenti–Canalicchio2015SangioveseBrunello di Montalcino
94Le Ragnaie2015FornaceSangioveseBrunello di Montalcino
94Podere Le Ripi2015Amore e MagiaSangioveseBrunello di Montalcino
94Terralsole2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Argiano2015Vigna del SuoloSangioveseBrunello di Montalcino
93Castiglion del Bosco2015Campo del DragoSangioveseBrunello di Montalcino
93Fattoi2015SangioveseBrunello di Montalcino
93San Polino2015HelicrysumSangioveseBrunello di Montalcino
93San Polo2015PodernoviSangioveseBrunello di Montalcino
93Talenti2015PieroSangioveseBrunello di Montalcino
93Villa I Cipressi2015ZebrasSangioveseBrunello di Montalcino
93Altesino2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Capanne Ricci2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Lisini2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Paradiso di Cacuci2015SangioveseBrunello di Montalcino
93Terralsole2015Vigna Fonte LattaiaSangioveseBrunello di Montalcino
93Val di Suga2015Vigna del LagoSangioveseBrunello di Montalcino
93Podere Brizio2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Alessandro Rossi2015CamponovoSangioveseBrunello di Montalcino
92Argiano2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Banfi2015Poggio alle MuraSangioveseBrunello di Montalcino
92Caparzo2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Castello Tricerchi2015AD 1441SangioveseBrunello di Montalcino
92Castiglion del Bosco2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Donatella Cinelli Colombini2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Donatella Cinelli Colombini2015Prime DonneSangioveseBrunello di Montalcino
92Il Grappolo2015SassochetoSangioveseBrunello di Montalcino
92Il Palazzone2015SangioveseBrunello di Montalcino
92La Gerla2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Molino di Sant'Antimo2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Poggio Antico2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Poggio Antico2015AlteroSangioveseBrunello di Montalcino
92SassodiSole2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Terzuoli2015BrunoSangioveseBrunello di Montalcino
92Villa I Cipressi2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Villa Poggio Salvi2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Caprili2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Le Ragnaie2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Mastrojanni2015Vigna Schiena d'AsinoSangioveseBrunello di Montalcino
92Podere Scopetone2015SangioveseBrunello di Montalcino
92Poggio di Sotto2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Amantis2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Canalicchio di Sopra2015La CasacciaSangioveseBrunello di Montalcino
91Collemattoni2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Fattoria dei Barbi2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Il Paradiso di Frassina2015Mozrat WineSangioveseBrunello di Montalcino
91Le Gode2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Palazzo2015CosimoSangioveseBrunello di Montalcino
91Poggio Landi2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Siro Pacenti2015PelagrilliSangioveseBrunello di Montalcino
91Cava d'Onice2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Celestino Pecci2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Il Poggione2015SangioveseBrunello di Montalcino
91La Fortuna2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Lazzeretti2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Mastrojanni2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Pinino2015Vigna PininoSangioveseBrunello di Montalcino
91Ridolfi2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Sesti2015SangioveseBrunello di Montalcino
91Cortonesi2015La MannellaSangioveseBrunello di Montalcino
90Canalicchio di Sopra2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Castello Tricerchi2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Cerbaia2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Collelceto2015Elia PalazzesiSangioveseBrunello di Montalcino
90Fanti2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Fanti2015VallocchioSangioveseBrunello di Montalcino
90Fornacina2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Palazzo2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Pieve Santa Restituta2015RenninaSangioveseBrunello di Montalcino
90Pieve Santa Restituta2015SugarilleSangioveseBrunello di Montalcino
90Podere Le Ripi2015Cielo d'UlisseSangioveseBrunello di Montalcino
90Poggiarellino2015SangioveseBrunello di Montalcino
90San Polino2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Tenuta di Sesta2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Tenute Silvio Nardi2015Vigneto ManachiaraSangioveseBrunello di Montalcino
90Uccelliera2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Ventolaio2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Baccinetti2015SaporaiaSangioveseBrunello di Montalcino
90Canneta2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Cantine Luciani2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Capanna2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Castelli Martinozzi2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Castello Romitorio2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Celestino Pecci2015Poggio al CarroSangioveseBrunello di Montalcino
90Col d'Orcia2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Col di Lamo2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Cordella2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Franco Pacenti–Canalicchio2015RosildoSangioveseBrunello di Montalcino
90Mastrojanni2015Vigna LoretoSangioveseBrunello di Montalcino
90Pinino2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Salicutti2015TeatroSangioveseBrunello di Montalcino
90Tenuta Buon Tempo2015SangioveseBrunello di Montalcino
90Terralsole2015Vigna Pian BossolinoSangioveseBrunello di Montalcino
90Val di Suga2015Vigna SpuntaliSangioveseBrunello di Montalcino
90Cortonesi2015PoggiarelliSangioveseBrunello di Montalcino
90Alessandro Rossi2015AISNASangioveseBrunello di Montalcino
89Banfi2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Carillon2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Corte Pavone2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Corte Pavone2015Fiore del VentoSangioveseBrunello di Montalcino
89Crocedimezzo2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Fattoria La Lecciaia2015Vigna ManapetraSangioveseBrunello di Montalcino
89Giodo2015SangioveseBrunello di Montalcino
89PianCornello2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Salicutti2015SorgenteSangioveseBrunello di Montalcino
89San Lorenzo2015BramanteSangioveseBrunello di Montalcino
89Tenuta Luce2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Tenute Silvio Nardi2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Tenute Silvio Nardi2015Vigneto Poggio DoriaSangioveseBrunello di Montalcino
89Bellaria2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Canneta2015Le BruciateSangioveseBrunello di Montalcino
89Cava d'Onice2015ColombaioSangioveseBrunello di Montalcino
89Ciacci Fabiano2015CampaperiSangioveseBrunello di Montalcino
89Il Valentiano2015SangioveseBrunello di Montalcino
89La Fornace2015SangioveseBrunello di Montalcino
89La Fornace2015OriginiSangioveseBrunello di Montalcino
89La Palazzetta2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Pian delle Ginestre2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Pietranera2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Podere Paganico2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Ruffino2015Greppone MazziSangioveseBrunello di Montalcino
89Tenuta Friggiali2015SangioveseBrunello di Montalcino
89Val di Suga2015Poggio al GranchioSangioveseBrunello di Montalcino
88Beatesca2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Camigliano2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Casanuova delle Cerbaie2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Corte Pavone2015Campo MarzioSangioveseBrunello di Montalcino
88Corte Pavone2015Fiore del MelitotoSangioveseBrunello di Montalcino
88Fattoria La Lecciaia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Innocenti2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Collina dei Lecci2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Fiorita2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Poderina2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Togata2015Seconda Stella d DestraSangioveseBrunello di Montalcino
88Martoccia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Mocali2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Podere La Vigna2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Tassi2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Tassi2015FranciSangioveseBrunello di Montalcino
88Terre Nere Campigli Vallone2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Abbadia Ardenga2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Bellaria2015AssuntoSangioveseBrunello di Montalcino
88Cantina di Montalcino2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Il Poggiolo2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Fortuna2015GiobiSangioveseBrunello di Montalcino
88La Magia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88La Rasina2015PersanteSangioveseBrunello di Montalcino
88Máté2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Patrizia Cencioni2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Piombaia2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggio dell'Aquila2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Poggiotondo2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Salicutti2015PiaggioneSangioveseBrunello di Montalcino
88Sesta di Sopra2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Tenuta San Giorgio2015UgolforteSangioveseBrunello di Montalcino
88Val di Suga2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Verbena2015SangioveseBrunello di Montalcino
88Voliero2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015CasalinoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Il SelciatoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Molino del PianoSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Molino della SugaSangioveseBrunello di Montalcino
87Bonacchi2015Notte di NoteSangioveseBrunello di Montalcino
87La Togata2015SangioveseBrunello di Montalcino
87La Togata2015JacopusSangioveseBrunello di Montalcino
87La Togata2015La Togata dei TogatiSangioveseBrunello di Montalcino
87La Rasina2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Lambardi2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Madonna Nera2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Poggio Lucina2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Poggio Nardone2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Rodolfo Cosimi2015Terra RossaSangioveseBrunello di Montalcino
87Uggiano2015SangioveseBrunello di Montalcino
87Verbena2015Le PopeSangioveseBrunello di Montalcino
86Mocali2015Vigna delle RaunateSangioveseBrunello di Montalcino

Questo articolo traduce quanto apparso su Wine Enthusiast: Buyer Beware: Everything You Need to Know About the 2015 Brunello Vintage.

Qui trovate le recensioni complete sul sito Wine Enthusiast:

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2015

E’ anche possibile ricercarle con facilità inserendo il nome del produttore.

Qui trovate le mie recensioni di annate precedenti ed i relativi articoli sulla valutazione dell’annata:

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2014

valutazione dell’annata 2014

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2013

valutazione dell’annata 2013

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2012

valutazione dell’annata 2012

recesnioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2011

valutazione dell’annata 2011

recensioni di Kerin O’Keefe: Brunello di Montalcino 2010

valutazione dell’annata 2010

 

 

 

 

Gianfranco Soldera, grande produttore di Brunello, muore a 82 anni

Gianfranco Soldera, uno dei vignaioli simbolo di Montalcino – noto per la produzione di eccezionali vini di notevole finezza ed equilibrio – è deceduto ieri, 16 febbraio, a Montalcino dopo che la sua auto è uscita di strada a causa di un presumibile malore. Aveva 82 anni.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera

Soldera ha fondato la sua tenuta Case Basse nel 1972, lasciandosi alle spalle una carriera di successo a Milano come broker assicurativo. Dopo aver cercato per anni la tenuta giusta per produrre vini eccezionali, si imbattè in una proprietà abbandonata a Tavernelle, a sud-ovest di Montalcino. Anche se non c’erano vigneti, Soldera era convinto che il terreno collinare vicino alla piccola chiesa di Santa Restituta sarebbe stato il luogo ideale per le sue aspirazioni enologiche. La sua intuizione si è dimostrata giusta, grazie al microclima secco, alle lunghe ore di luce solare e al terreno ricco di minerali. Soldera e sua moglie Graziella hanno pensato di realizzare un ecosistema unico per generare un equilibrio naturale e un microclima sano. A tal fine, Graziella ha creato un magnifico parco botanico di 2 ettari, completo di oltre 1.500 varietà di rose e numerosi altri fiori ed alberi. Un lago artificiale e nidi creati per favorire la dimora di una moltitudine di api, uccelli predatori, insetti, rane e serpenti, che a loro volta hanno sviluppato un sistema naturale ideale per le piante e la fauna selvatica.

A Case Basse Soldera produceva vini squisiti, delicatamente colorati e impeccabilmente equilibrati che vantavano una complessità affascinante. Erano l’esatto contrario del loro enologo piuttosto schietto e talvolta imperioso. Le sue spietate critiche ai migliori Barolo, Brunello e Borgogna insieme ai loro vignaioli divennero quasi mitici quanto i suoi vini, e come chiunque abbia mai visitato la tenuta ricorderà sicuramente che sputare durante le degustazioni, anche da campioni di botte, era severamente vietato.

Eppure, per quanto abrasivo potesse essere, l’innegabile passione di Soldera – alcuni potrebbero dire il fanatismo – alimentò la perenne ricerca della perfezione che portò a questi magnifici, memorabili e incredibilmente costosi Brunelli.

Seguendo i consigli del Maestro Assaggiatore Giulio Gambelli, Soldera ha mantenuto rendimenti notevolmente bassi, circa la metà di quanto consentito dal disciplinare del Brunello, ed è stato un pioniere nella selezione delle uve. Ha inoltre lavorato a stretto contatto con diverse università, tra cui l’Università di Firenze, per studiare la migliore gestione del vigneto e la vinificazione del Sangiovese, mantenendo sempre un approccio rigorosamente naturale a tutti gli aspetti della vinificazione. Il suo approccio radicalmente non interventista in cantina prevedeva solo fermentazioni spontanee con lieviti autoctoni effettuate in grandi tini di rovere di Slavonia e senza controllo della temperatura ma con frequenti rimontaggi, seguiti da un lungo affinamento in botti di Slavonia.
Soldera è stato uno dei principali sostenitori del 100% di Sangiovese ed è stato fondamentale per aiutare gli associati a guidare il Consorzio nel voto del 2008 che ha rigettato le modifiche proposte al disciplinare del Brunello che avrebbe consentito lìutilizzo di altre uve.
La polemica ha sempre circondato Soldera, ma è diventato sempre più isolato dopo il sabotaggio del dicembre 2012, quando un ex dipendente ha fatto irruzione nelle sue cantine, ha aperto i rubinetti sulle botti di Brunello e ha svuotato più di 62.000 litri di vino dal 2007 all’annata 2012.
In quello che doveva essere un atto di solidarietà, i membri del Consorzio si offrirono pubblicamente di donare parte del loro vino a Soldera, che rifiutò. Soldera ha rassegnato le dimissioni dal Consorzio nel marzo 2013, dopo aver espresso pubblicamente le sue opinioni sull’offerta che considerava a dir poco fraudolenta. Per rappresaglia per le sue osservazioni, il Consorzio lo espulse, anche se si era già dimesso. Nello stesso anno, Soldera estrasse i suoi vini dalla denominazione, preferendo invece etichettare i suoi vini come IGT Toscana.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera and Kerin O’Keefe

Ricorderò per sempre la mia prima visita a Case Basse durante la vendemmia del 2003. Soldera acconsentì all’intervista, ma solo se avessi fatto le domande in cima a una tino di fermentazione di legno molto alto, così da poter continuare a pompare il vino mentre rispondeva alle mie domande. Dopo trenta minuti dall’inizio dell’intervista, tra le risposte alle mie domande, l’abbaiare degli ordini allo staff sottostante e l’attenzione al vino, notò ben prima che lo facessi che i vapori della fermentazione mi stavano facendo perdere i sensi. Mentre ero contenta di scendere, per me rimarrà sempre un ricordo prezioso. Più tardi, pochi secondi dopo aver dichiarato arrogantemente che il suo vino “era uno dei pochi vini veramente fantastici al mondo”, osservai mentre sorrideva teneramente e pazientemente seduto mentre una delle sue giovani nipotine metteva un bouquet di fiori appena colti sulla parte superiore della tuta che indossava quel giorno mentre lavorava in cantina.

Ho sentito dire che è difficile conciliare la personalità controversa di Gianfranco con l’eleganza quasi eterea del suo Brunello, ma io dico che l’uomo era complesso e profondo quanto i suoi affascinanti vini.

Cult Brunello Producer Gianfranco Soldera Dies at 82

Gianfranco Soldera, Montalcino’s most controversial and outspoken producer – known for making stunning wines boasting remarkable finesse and balance – died yesterday, February 16, in Montalcino when his car careened off the road. First responders found him in cardiac arrest. He was 82.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera

Soldera established his Case Basse estate in 1972, leaving behind a successful career in Milan as an insurance broker. After looking for years for just the right estate to make exceptional wines, he came across an abandoned property in Tavernelle, southwest of Montalcino. Even though there were no vineyards, Soldera was convinced the hilly terrain near the small church of Santa Restituta would be the ideal place for his winemaking aspirations. His intuition proved right, thanks to the dry microclimate, long hours of sunlight and mineral rich soil. Soldera and his wife Graziella went on to create a unique ecosystem to generate a natural balance and healthy microclimate. To this end, Graziella planted a magnificent 2ha botanical park, complete with more than 1,500 rose varieties and numerous other flowers and trees. An artificial lake and man-made birds’ nests provide the perfect home for a multitude of bees, predator birds, insects, frogs and snakes, that in turn have developed a natural system of checks and balances for both the plants and the wildlife.

At Case Basse Soldera produced exquisite, delicately colored and impeccably balanced wines that boasted mesmerizing complexity. They were the exact opposite of their rather blunt, and at times imperious winemaker. His ruthless criticism of the finest Barolos, Brunellos and Burgundies along with their winemakers became almost as legendary as his wines, and as anyone who ever visited the estate will surely remember, spitting during tastings, even from cask samples, was strictly forbidden.

And yet, as abrasive as he could be, Soldera’s undeniable passion – some may say fanaticism – fueled his perennial search for perfection that led to these magnificent, memorable and incredibly expensive Brunellos and other bottlings.

Following the advice of Sangiovese Maestro Giulio Gambelli, Soldera kept yields remarkably low, roughly half of what the Brunello regulations allow, and he was a pioneer when it came grape selection. He also worked closely with several universities, including the University of Florence to study the best vineyard management and vinification for Sangiovese, while always maintaining a strictly natural approach to all aspects of winemaking. His radically non-interventionist approach in the cellar included only spontaneous fermentation with native yeasts carried out in large Slavonian oak vats and without temperature control but frequent pumping over, followed by lengthy aging in Slavonian casks.

Soldera was one of the leading advocates for 100% Sangiovese only, and was fundamental in helping guide the Consorzio in the critical 2008 vote that threw out any proposed changes to Brunello’s production code that would have allowed other grapes.

Controversy had always surrounded Soldera but he became increasingly isolated in the aftermath of the December 2012 break-in, when a former employee broke into his cellars, opened the taps on barrels of aging Brunello and drained out more than 62,000 liters of wines from the 2007 to 2012 vintages.

In what was meant as an act of solidarity, members of the consorzio publicly offered to donate some of their wine to Soldera, who refused. Soldera resigned from the Consorzio in March 2013 after publicly voicing his thoughts on the offer that he considered nothing short of fraud. In retaliation for his remarks, the Consorzio expelled him, even though he had already resigned. That same year, Soldera pulled his wines out of the denomination, preferring to label his wines as IGT Toscana instead.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera and Kerin O’Keefe

I will always remember my first visit to Case Basse during the 2003 harvest. Soldera agreed to the interview but only if I would conduct the questions on the top of a high, wooden fermenting vat so he could continue pumping over the wine while he answered my questions. Thirty minutes into the interview, in between answering my questions, barking orders to the staff below and tending to the wine, he noticed well before I did that the fumes were getting to me. While I was glad to get down, it will always be a treasured memory. Later, just seconds after arrogantly declaring that his wine ‘was one of the only truly great wines in the world’ – I watched as he smiled tenderly and patiently sit still while one of his young granddaughters placed a bouquet of just-picked wildflowers across the top of the coveralls he wore that day while working in the cellars.

I’ve heard some say it’s hard to reconcile Gianfranco’s contentious personality with the almost ethereal elegance of his Brunello, but I say the man was as complex and as deep as his fascinating wines.

Vino Nobile di Montepulciano Reclaiming Its Throne

After years of challenges Vino Nobile is finally regaining its lofty reputation.

If you haven’t tried Vino Nobile di Montepulciano lately, you’re missing out on the return of an Italian classic. While it’s still a work in progress, the last few vintages have revealed a steady rise throughout the denomination of more polished, terroir-driven wines that boast aging potential and pedigree. And the best part? With few exceptions, Vino Nobile still costs way less than most other Tuscan wines at this quality level.

As the latest releases prove, Vino Nobile estates are finding their groove. Many producers have cut back on or abandoned Cabernet and Merlot and are returning to native grapes Canaiolo, Colorino and Mammolo to blend in with Sangiovese. Still others are using exclusively Sangiovese, known locally as Prugnolo Gentile. Better Sangiovese clones and more sustainable viticulture have had a big impact on quality while producers who have stepped back from less invasive cellar techniques are generating wines with more character and elegance.

Read the article: Vino Nobile di Montepulciano Reclaiming Its Throne

 Check out my Vino Nobile di Montepulciano reviews

2012 Brunello: a return to finesse and age-worthy structure

If you love wines with elegance, fragrance and longevity, then you’ll love the just-released 2012 Brunellos. And even though I’m one of the biggest critics of the Consorzio’s Brunello vintage classifications (I find most vintages have been overrated), when it comes to 2012’s five-star rating, I completely I agree.

Defying the intense heat of the growing season, many 2012s have the vibrancy usually found in cooler vintages. They boast juicy red berry fruit, noble tannins and impeccable balance that will allow them to age well for years. Out of the 140 Brunello 2012s I tasted so far, I rated 88 wines 90 points or more, with 20 of these getting 94 points or higher. I was pleasantly surprised to see a return to finesse, enticing aromas and generally lower alcohol levels when compared to other recent releases.

The 2012s even have more consistent quality across the denomination than the highly acclaimed 2010s. The latter were a mixed bag divided between majestic wines boasting structure and finesse, and subpar wines marred by low acidity, cooked fruit and alcohol of 15% abv or more.

Quality is more uniform in 2012, but in terms of weather, 2012 was an undeniably difficult year. Unstable conditions included a cold, wet winter and an extremely hot, dry summer marked by late rains. But the extended heat wave was gentler on the grapes than the turbulent temperature changes of other past vintages.

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Here you find the full reviews: 2012 Brunello di Montalcino reviews by Kerin O’Keefe

Chianti Classico Gran Selezione: Quality Quells Critics

Chianti’s newest category lives up to the hype.

In February 2014, the Chianti Classico Consorzio officially debuted the newest category of Chianti Classico, Gran Selezione—touted as the crowning glory in the denomination’s revamped quality pyramid. The launch came amid a mixture of fanfare, doubts and sharp criticism from journalists, buyers and even local producers.

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check out my Chianti Classico reviews

Brunello 2010. Some fantastic wines alongside under performers

After the wild success of the 2010 vintage in Barolo and Barbaresco, Bolgheri and Chianti Classico, all eyes are on Montalcino. Although the Brunello 2010s will officially debut at the annual press tastings in late February – along with the 2009 Riservas, I was fortunate to preview almost 200 of the new release in early January at the Brunello Consorzio’s headquarters in Montalcino.

So are they living up to the hype? Yes and no.

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Check out my Brunello di Montalcino 2010 reviews

Making sense of Montalcino

Forget recent debates over new oak, excessively low yields and native grapes versus international varieties. Today, the hottest topic in Italy is the creation of subzones.

© Paolo Tenti | harvest at Tenuta Greppo

Nowhere does it stir up more passion than in Montalcino, home to the Brunello di Montalcino DOCG (denominazione di origine controllata e garantita).

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2009 Brunello di Montalcino: Enjoy Soon

My tasting of the 2009 vintage revealed that it was another challenging year in Montalcino, and the main problem was the weather. Scorching summer temperatures and a lack of rain dominated crucial phases of the growing season. As a result, most wines are prematurely evolved, and while this makes the best wines enjoyable now, many ’09s deliver sensations of cooked fruit, evident alcohol, low acidity and fleeting tannins. Others have more acidity, but dried-up fruit and aggressive, astringent tannins. And there are many styles in between, ranging from soft and sexy to lean and mean. The one trait that distinguishes almost all the 2009s is a lack of ageworthy structure—unusual for wines that are famous for racy acidity and bracing tannins that need years to tame.

Read the article: 2009 Brunello di Montalcino: Enjoy Soon

Gianfranco Soldera – Case Basse (by Paolo Tenti)

Paolo Tenti catches up with the Brunello di Montalcino producer who lost most of six vintages when his cellar was vandalized.

© Paolo Tenti | Gianfranco Soldera

Gianfranco Soldera established his Case Basse estate in 1972, leaving behind a successful career as an insurance broker. He’d looked for years for a Barolo estate, but as owners of good vineyards were not willing to sell, he searched elsewhere and found the perfect estate in Montalcino. Although the land was abandoned, with no vineyards, he had a strong feeling it would be perfect and his intuition proved right.

Soldera’s Brunello di Montalcino, almost always designated as riserva after five or six years’ aging, is among the most sought-after and expensive wines in the denomination.

Read the article: Gianfranco Soldera

Kerin O’Keefe’s Montalcino subzones (by Walter Speller)

Just before the annual Tuscan en primeur tastings (on which I will report in detail later this week) last February, I met up with Kerin O’Keefe in Florence. She reports on Italian wines for both Decanter and The World of Fine Wine magazines,while last year she published her second book, Brunello di Montalcino. Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines.

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

In her book she describes a system of sub zones in order to get a clearer picture of the diverse Montalcino terroirs, and the different wine styles as a result of this. It is something wine lovers and wine professionals alike are keen to know about more, but a controversial topic in Montalcino itself, where every producer considers his or her vineyards automatically to be of Grand Cru status as long as they are located within the Brunello di Montalcino designated area. It is the reason why the region has never tried to map its sub zones in any comprehensive or systematic way so far.

Read more here: http://www.jancisrobinson.com/articles/kerin-okeefes-montalcino-subzones

Brunello di Montalcino 2008 and 2007 Riserva

The latest releases from Montalcino’s cellars have had their first outing and they’re a mixed bag. The 2008 Brunellos and 2007 riservas shown at the annual Benvenuto Brunello tasting ranged from outstanding to unpleasant, and the two vintages could pose serious challenges for Brunello fans.

© Paolo Tenti | The Col d’Orcia Poggio al Vento vineyard, with Castello di Argiano in the distance

Read the article: Brunello di Montalcino 2008 and Riserva 2007

Col d’Orcia

© Paolo Tenti | Poggio al Vento vineyard with Castello di Argiano in background

The first thing to do was to pull up tobacco and wheat; after that it was years of studying Sangiovese. All that work has paid off, says Kerin O’Keefe, and Col d’Orcia continues to set ever higher standards in Montalcino.

Perhaps one of Francesco Marone Cinzano’s most significant contributions to Montalcino was choosing the right areas to plant Sangiovese.

Read the article: Col_dOrcia_feb_2013.pdf

Giuseppe Sesti: Brunello Written in the Stars

A medieval Montalcino castle inspires a stargazer to make his own wine.
© Paolo Tenti | Giuseppe Sesti rejects small barriques in favor of large Slavonian barrels

When Giuseppe Sesti, a historian of astronomy, purchased an ancient ruined castle in Montalcino, he did not realize he had just sealed his own destiny as a boutique Brunello maker.

Sesti, whose rich and powerful Brunellos are a cult favorite among fans of Italian wine, is Montalcino’s accidental winemaker; when he bought the splendid Castello di Argiano estate in 1975, wine was the last thing on his mind. The property came complete with a disintegrating but authentic medieval castle tower, a ninth-century church, and a stone country house with a tree growing through the roof and pecking chickens milling about the sitting room. Sesti and his English wife, Sarah, were captivated.

Read the article: Brunello Written in the Stars

2012 wine books – Italy (by Paul O’Doherty)

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

Kerin O’Keefe, who writes for Decanter and The World of Fine Wine, has compiled a fabulous read exploring what goes into making one of Italy’s greatest wines.

It’s a fascinating, well-written take on Brunello di Montalcino, and one of the books of the year.

Read more here: http://www.jancisrobinson.com/articles/2012-wine-books-italy

Brunello’s true believer (by Keith Levenberg)

O’Keefe dishes all the secrets about who’s on the hillsides and who’s on the flats; and for those who would find it fascinating to know who makes wine from Montosoli (probably the second-most esteemed Brunello vineyard after Biondi-Santi’s Il Greppo estate) without bothering to mention it on the label, this is the source.

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

And a valuable source, too, because it gives the appellation something that it has deserved for some time: a critical voice who writes about Brunello with the affection and focus ordinarily reserved for the likes of Burgundy, and, more important still, one who appreciates Brunello for what Brunello is and not for what it can be when it’s dressed as something else.

Read the full review: “Brunello true believer”, Review of Kerin O’Keefe Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines by Keith Levenberg in The World of Fine Wine (37) 2012

The Grace Kelly of wine (byTim Crane)

Kerin O’Keefe’s authoritative book on Brunello is in the Broadbent/Coates tradition…

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

…Brunello di Montalcino is a wine that makes enthusiasts push the expressive power of language to its limits. Even the normally reserved O’Keefe lets herself go when describing Biondi Santi’s 2004 Brunello: “a true masterpiece, a monument to Brunello . . . layers of wild cherry, earth, and mineral and a hint of tobacco . . . . A stunning, gripping wine with Grace Kelly-like finesse and polish”.

I must confess I don’t have much time for tasting notes. My eyes glaze over when I survey either Parker’s romantic rhapsodies or Broadbent’s classical sonatas. But the world of wine is baffling, full of opaque terminology, hyperbole, snobbery and downright deception. It is easy to make expensive mistakes. Many will have had the experience of coming across some quite stunning wine and wanting to repeat the experience – but finding too that it can be hard to locate the very same thing again. So we need a guide we can trust; and those once seduced by the delicate complexity of a perfect Brunello could hardly do better than O’Keefe’s book.

Read the full review: http://www.the-tls.co.uk/articles/public/the-grace-kelly-of-wine/

The Best Brunello Book Yet (by Tom Maresca)

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

Kerin O’Keefe’s Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines (University of California Press; $39.95) is a must-have book for lovers of Brunello and, in fact, for anyone at all serious about Italian wine.

Brunello has burgeoned in my wine-drinking lifetime from a few more than half a dozen producers, mostly clustered around the medieval hill town of Montalcino, to well over two hundred, scattered all over the very diverse territories of the Brunello zone. Keeping track of that highly differentiated production – much more making sense of it – is a monumental task. O’Keefe has managed to do it by dint of persistence and equally monumental effort. As she puts it, “Rather than merely sit in my office and taste thousands of wines every year, I’ve visited all the Brunello estates profiled in the following chapters, some several times, and many more that are not in the book. I’ve spent years researching Brunello di Montalcino. . . . I’ve walked producers’ vineyards, visited their cellars, and talked for hours with the winemakers and their families. . . . I take [lengthy trips] to Montalcino every year.”

That kind of leg work produces the detailed and accurate information that makes O’Keefe’s book a milestone in our grasp of Brunello.

Read the full review: https://ubriaco.wordpress.com/2012/06/04/the-best-brunello-book-yet/

Montalcino: time to get in the zone

Forget blending scandals and infighting over the make-up of Rosso – the biggest issue facing Brunello di Montalcino is the creation of subzones. Kerin O’Keefe argues that consumers need better guidance around what is a vast region of hugely variable styles – and quality.

If Brunello di Montalcino’s 2008 grape blending scandal proved anything, it was that the region’s native Sangiovese excels only in certain areas of the vast growing zone. Why else would producers be tempted to adulterate it with other varieties?

It is surely no coincidence that since the scandal, which was effectively swept under the rug in 2009, there has been an attempt to change Brunello’s rigid production code to allow other grapes, as well as two efforts to modify Rosso di Montalcino – reportedly launched by some of the denomination’s largest firms. The efforts failed.

Now a number of producers are arguing that, rather than allowing other grapes to bolster wines hailing from inferior vineyards, it is instead time to recognise quality by creating official subzones. Summertime temperatures can vary by up to 7°C between Montalcino’s northern and southern extremes, and a dizzying array of altitudes range from just above sea level to more than 500m. Montalcino also boasts one of the most complex and diverse soil profiles in Italy, and all of these factors have a marked effect on the performance of the temperamental Sangiovese. Despite such obvious differences, or perhaps because of them, the powers that be in Montalcino continue to ignore pleas from a growing number of parties to officially acknowledge Montalcino’s varied subzones.

Read the article: Montalcino: time to get in the zone

Book Review: An Honest Look at Brunello

Kerin O’Keefe’s Brunello di Montalcino is not simply an enjoyable wine book; it’s one of the rare wine books that is truly important.

Bunrllo di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

O’Keefe, an American writer with many years experience in Italy and, particularly, in Tuscany, sets out to explain what makes this wine so special. And in doing so, she takes a sledgehammer to the developments that have threatened to make Brunello just another wine, indistinguishable from the masses.

The author’s values shine through in every chapter. O’Keefe speaks for many, many fans of Brunello who dread the internationalization of these wines. Her tasting notes are impressive, and she takes a brickbat to critics who celebrate the ubiquitous chocolate notes now so often lurking in Italian wines. Those notes come from wood, not the land, and not the grapes, she explains.

Ultimately, Kerin O’Keefe has done a great service to Montalcino and to wine lovers who appreciate a sense of history and place. Tuscany, as she reveals, has some growing up to do. It is unlike Piedmont in the way that it has allowed outsiders to dominate the conversation and the production. This book comes at a time when the region has the opportunity to determine its identity going forward. Thanks to Kerin O’Keefe, that identity is more likely to be mindful of Montalcino’s riveting past.

Read the full review: http://palatepress.com/2012/03/wine/brunello-di-montalcino-review/

Brunello: 2005 now, 2004 Later

The tail-end of the vintage was a washout, leading some to write it off. Yet many smaller estates have made impressive Brunellos in 2005, says Kerin O’Keefe– perfect as we wait to open the magnificent riserva 04s…

One of the biggest problems facing producers of the recently released Brunello 2005s is that the vintage is sandwiched between the superb Brunello 2004s and the already much-hyped 2006s, scheduled for release next year. While 2004 is a classic vintage, thanks to perfect climatic conditions that yielded structured, harmonious wines with serious cellaring potential, 2005 was an unstable year in most of Montalcino’s growing zone, with a cool summer that culminated in heavy rains at harvest time.

There are, however, some surprisingly good Brunellos from
the vintage, and those estates – mostly small – that were able to
pick entirely before torrential rains arrived, like Costanti, made
some of the best 2005s. Many of the larger houses, on the other
hand, were not able to finish harvesting before the rain, so had
a mixed quality crop.

The 2005 vintage underlines the need for official subzones
in Montalcino. While many Brunellos hailing from estates just
north and south of the town are delicate, with earthy, floral
aromas, Brunellos from Castelnuovo dell’Abate in the southeast
have bigger structures (though grape selection was still crucial).
The higher areas of Sant’Angelo in Colle in the far south also
yielded some very good wines, such as Il Poggione’s.

Read the article: Brunello: 2005 now, 2004 Later

Brunello: no change in the rules, producers vote

Brunello di Montalcino producers have voted by a landslide to leave the wine 100% Sangiovese.

In yesterday’s highly publicised assembly to decide the fate of the beleaguered wine, 96% voted to leave Brunello as it is.

‘Only 4% of producers voted to change the production code,’ a triumphant Franco Biondi Santi told decanter.com.

Biondi Santi was one of the most active defenders of the wine’s traditional production code and over the past few months helped rally the support of the majority of Brunello makers.

Read the article: Brunello: no change in the rules, producers vote

Brunello: Image or substance, truth or dare?

“By law, Brunello di Montalcino can be made only with 100 percent Sangiovese cultivated in Montalcino. Otherwise, it’s not Brunello. It shouldn’t be difficult to grasp,” asserts Gianfranco Soldera of Case Basse regarding “Brunellogate,” the grape-blending scandal that broke wide open just days before Vinitaly, the country’s largest annual wine fair, rocking both the sleepy village of Montalcino and one of Italy’s most esteemed denominations. The always forthright Soldera is one of the very few Brunello producers to speak out on the issue that currently besieges the wine and threatens its future. A tense silence has fallen like an iron curtain among the majority of Montalcino’s growers and winemakers, as well as their governing Consorzio. This near-total communication breakdown has not only left Brunello fans in the dark but has also generated controversial media coverage that has confused, exaggerated, or even made up the facts, while at the same time casting doubt as to the fate of Brunello as a varietal wine.

Read the article: Kerin O’Keefe, Brunello: Image or substance, truth or dare?, in The World of Fine Wine, nº 20, 2008.

Brunello on the brink

An overhyped 2003 vintage, a fraud scandal, and the threat of a US ban has left Brunello in crisis. Could subregions be the answer, asks Kerin O’Keefe.

No one will forget the scalding summer of 2003, among the hottest and driest ever recorded in Europe. Many consumers, however, will want to forget the wines from this vintage; Italy was hit hard and most wines reflect the difficult conditions.

Brunello di Montalcino subzones
© Decanter | Montalcino subzones

For now, subzones remain unofficial, but more and more producers are writing back-label info or the name of the hamlet on the front label. Although some subzones are considered superior to others, ultimately, any such view depends on what you want. Brunellos that will develop layers of complexity with age hail from the original growing area just southeast of Montalcino, while Sant’Angelo is a good source of fruit forward, muscular Brunellos. For a combination of elegance and power, look for Castelnuovo d’Abate, and for Brunellos with exquisite bouquets and refinement, buy from north Montalcino. While unofficial, the following zonal breakdown should provide a useful guide…
Read the article: Brunello on the brink

Brunello’s Moment of Truth

While the notion of terroir has been both celebrated and ridiculed in some of the world’s greatest wine-producing areas, one of Italy’s most illustrious denominations has instead chosen to ignore it—until now.  Kerin O’Keefe discovers Montalcino’s unofficial subzones.

Majestic. Elegant. Powerful. Long-lived. Expensive. Rare. All these adjectives have been applied to Brunello di Montalcino by the world’s leading wine authorities, from Cyril Ray to Burton Anderson, but may soon be supplemented by another much less positive—overflowing. Due to massive overplanting, Brunello production is now on the brink of exploding, which has pushed the long-neglected question of Brunello’s tipicità to the forefront, as Montalcino winemakers search for ways to protect Brunello’s identity and prestige from the perils posed by a saturated market. As areas previously considered unsuitable for winemaking are cultivated, many producers feel the time has come to recognize officially Montalcino’s greatly varied subzones and to curb vinification techniques that render a more international style.

Read the article:  “Brunello’s Moment of Truth” (PDF). The World of Fine Wine (2006, 11): 74–80.

Kerin O’Keefe racconta Franco Biondi Santi, il gentleman del Brunello (di Franco Ziliani)

© Paolo Tenti | Franco Biondi Santi and Kerin O’Keefe

Con il suo libro Kerin non ci propone solo una documentata, appassionata, ben raccontata biografia della dinastia Biondi Santi e di Franco, gentleman del Brunello, descritto a tutto tondo nella sua umanità e nel suo voler essere il degno testimone di un impegno, quello della qualità senza discussioni, che è sentito ancor più fortemente perché s’intreccia con la storia della sua famiglia.

Kerin O’Keefe, Franco Biondi Santi. Il gentleman del Brunello, Veronelli Editore, 2004

O’Keefe, e di questo dobbiamo esserle profondamente grati, nel suo libro dimostra di credere in una sua idea del Brunello, (che, vedi caso, coincide con la visione di Franco Biondi Santi), e con coraggio, senza perifrasi e giri di parole, ricorda chiaramente che ora ci si trova di fronte ad una “situazione allarmante per il futuro del Brunello, il cui carattere e la cui tipicità uniche al mondo sono minacciate”, e che “oggi con il futuro di questo grande vino in pericolo e il volere da parte di certi produttori di cambiare ancora il disciplinare”, Franco Biondi Santi ha scelto di aderire al Consorzio per combattere dal di dentro ,”nella speranza che lui e gli altri produttori del Brunello tradizionale possano fermare la tendenza a renderlo un vino irriconoscibile”.

leggi l’intera recensione: http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=19&IDNews=1458